Milano divisa in piazza: Salvini con i Patrioti europei, tre cortei antifascisti. Salis contro la remigrazione

Milano vive una giornata ad altissima tensione politica e simbolica, con la città trasformata in un mosaico di cortei, presidi e dispositivi di sicurezza. Da una parte la manifestazione della Lega con gli alleati europei, dall’altra una rete di movimenti antifascisti e realtà sociali che hanno scelto di occupare le strade del centro per rispondere in maniera diretta alla mobilitazione sovranista.

Piazza Duomo blindata e la manifestazione della Lega

Il cuore della mobilitazione è Piazza Duomo, completamente presidiata dalle forze dell’ordine per la manifestazione organizzata dalla Lega. Il corteo, partito da Porta Venezia, ha visto la partecipazione di leader europei del fronte sovranista, tra cui Jordan Bardella, Geert Wilders e Afroditi Latinopoulou.

Dal palco allestito in piazza Duomo, i temi centrali sono stati immigrazione, sovranità nazionale e rapporti con l’Unione Europea, con toni fortemente critici verso le politiche comunitarie. Gli organizzatori hanno definito l’iniziativa una “piazza europea”, rivendicando la presenza di amministratori locali e governatori.

Le contromanifestazioni nel centro città

Parallelamente, Milano è stata attraversata da più cortei provenienti da diverse piazze. In Piazza Argentina si è radunata la rete pro-Palestina in occasione della giornata internazionale per i prigionieri palestinesi. Da Piazza Lima è partito invece il corteo “Milano è migrante”, promosso da centri sociali e realtà antifasciste.

Un terzo spezzone si è mosso da Piazza Tricolore, con destinazione Piazza Santo Stefano, attraversando le principali arterie del centro cittadino, tra cui corso Buenos Aires. Le forze dell’ordine hanno predisposto un dispositivo di sicurezza diffuso per evitare contatti tra i diversi cortei.

Le tensioni politiche

Dal fronte del centrosinistra, il Partito Democratico ha attaccato duramente la manifestazione della Lega. Il segretario milanese Alessandro Capelli ha parlato di un’iniziativa che richiamerebbe “evocazioni degli anni Trenta”, criticando la presenza dei leader sovranisti e accusando una deriva identitaria.

Nel dibattito è intervenuta anche l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis, presente al corteo “Milano è migrante”, che ha definito la “remigrazione” un’idea neofascista, sottolineando la necessità di opporsi a quelle che ha definito discriminazioni e derive ideologiche.

Mobilità in tilt e città blindata

La giornata ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla mobilità urbana. Su disposizione della Questura, diverse stazioni della metropolitana sono state chiuse, tra cui Duomo (metropolitana di Milano) e Palestro (metropolitana di Milano), con deviazioni su numerose linee di superficie.

Il centro cittadino è stato progressivamente isolato, con accessi controllati e aree interdette, mentre i diversi cortei hanno attraversato le vie principali creando un clima di forte pressione logistica e di sicurezza.

Una città divisa

La giornata milanese si configura come uno specchio delle tensioni politiche e sociali che attraversano il Paese e l’Europa. Piazza Duomo da un lato, le piazze dei movimenti dall’altro: due narrazioni contrapposte che si sono scontrate nello stesso spazio urbano, trasformando Milano in un palcoscenico di confronto acceso e altamente simbolico.