Alex Zanardi, è successo ai funerali! Lacrime di tutti

Alle ore 11 di oggi, la città di Padova ha reso l’ultimo saluto ad Alex Zanardi in una cerimonia funebre che ha assunto immediatamente un forte valore simbolico e collettivo. La Basilica di Santa Giustina, già teatro di eventi funebri di grande impatto emotivo negli ultimi anni, si è riempita di autorità, sportivi e cittadini, trasformandosi in un luogo di memoria condivisa e partecipazione nazionale.
La partecipazione è stata ampia e trasversale, segno dell’eredità che Zanardi ha lasciato non solo nel mondo dello sport ma anche nel cuore di tanti italiani. La funzione funebre, infatti, ha visto la presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e di personalità dello spettacolo, tutti uniti nel ricordo di un campione leggendario e di un uomo di grande umanità.
Presenze istituzionali e sportive Tra i presenti, i ministri Matteo Salvini, Alessandra Locatelli e Andrea Abodi, quest’ultimo arrivato a Padova in treno, e il presidente del Comitato Paralimpico Marco Giunio De Sanctis. La regione Veneto era rappresentata dal presidente Luca Zaia, che ha proclamato il lutto regionale, e dal presidente del Consiglio regionale Alberto Stefani. Dal mondo dello sport sono arrivati atleti come Bebe Vio e Gianmarco Tamberi, oltre a figure di rilievo come il ex pilota Riccardo Patrese.

Non sono mancati volti noti della televisione e dello spettacolo, tra cui Fabio Fazio e Gianni Morandi, amici e collaboratori di Zanardi. Presenti anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore, città natale dell’atleta, e altri amministratori locali.
Un momento di commozione e ricordo La cerimonia si è svolta con grande partecipazione emotiva. La bara, in legno chiaro, è stata portata dai ragazzi di Obiettivo3, un progetto promosso da Zanardi per l’inclusione di atleti paralimpici, accompagnata dal figlio Niccolò. Accanto alla famiglia, la moglie Daniela ha voluto la presenza di don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova, che ha celebrato le esequie insieme ai parroci della basilica, padre Federico Lauretta e don Angelo Scarabottolo. Don Pozza ha portato a Zanardi il rosario e una lettera di Papa Francesco, gesti che restano tra i ricordi più intensi del percorso umano dell’atleta.
Accanto all’altare è stato collocato anche il suo simbolo più rappresentativo: la handbike, testimonianza del suo percorso di rinascita e resilienza dopo il grave incidente che lo aveva segnato profondamente.

Una folla di amici, familiari e semplici cittadini ha riempito ogni spazio della basilica e si è raccolta in un silenzio di profondo rispetto, accompagnando la cerimonia anche attraverso due maxischermi installati per l’occasione. Tra i ricordi più toccanti, quello dell’amico Roberto Gamba, che ha sottolineato come Zanardi abbia lasciato un segno indelebile nello sport paralimpico e come la sua figura abbia contribuito a rendere le Paralimpiadi un momento di grande valore e riconoscimento.
Un esempio di umanità e impegno Il presidente Luca Zaia ha evidenziato il valore umano e sportivo di Zanardi, definendolo un punto di riferimento per chi affronta difficoltà fisiche e personali. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha invece ricordato come la figura di Zanardi trascenda i confini della sua città natale, diventando un simbolo universale di resilienza, determinazione e impegno civile.
La cerimonia di Padova si è così trasformata in un momento collettivo di riconoscimento e di memoria, celebrando non solo la carriera sportiva di Zanardi, ma anche il suo esempio di vita. La sua figura rimarrà per sempre un simbolo di speranza, coraggio e umanità, ispirando generazioni future a superare ogni ostacolo con forza e determinazione.