“Tutta colpa di Giuseppe Conte”, Giorgia Meloni contro i Cinque Stelle: “Cosa hanno fatto”

Lo scontro sui conti pubblici si infiamma e torna a gravitare attorno a un unico, ingombrante protagonista: il Superbonus. All’indomani dell’approvazione del Documento di finanza pubblica (Def) in Consiglio dei Ministri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lanciato un duro affondo contro le scelte dei governi precedenti, in particolare quello guidato da Giuseppe Conte, indicando nella misura edilizia la causa principale del mancato raggiungimento degli obiettivi fiscali europei.

Il traguardo mancato: lo spettro del 3%

Il rammarico della Premier è chiaro: l’Italia ha mancato di un soffio la soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil, il limite stabilito dal Patto di Stabilità per uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo. Attestandosi al 3,1%, il Paese resta sotto la sorveglianza speciale di Bruxelles, una condizione che Meloni definisce una limitazione alla sovranità di spesa nazionale.

«Senza questa misura sciagurata – ha dichiarato Meloni riferendosi al Superbonus – l’Italia sarebbe già rientrata nei parametri. Avremmo avuto la libertà di investire quelle risorse in sanità, istruzione e per i redditi più bassi».

Da un deficit all’8% al risanamento: i numeri del Governo

Nonostante l’amarezza per lo sforamento dello 0,1%, l’esecutivo rivendica con forza il percorso di risanamento avviato dall’insediamento:

  • All’insediamento: Il rapporto deficit/Pil era attestato all’8,1%.

  • Oggi: È stato ridotto al 3,1%, un risultato che supera le stime più prudenti dei mesi scorsi.

Secondo la Premier, la partita non è ancora del tutto chiusa: un margine minimo che potrebbe essere colmato dalle prossime revisioni dell’Istat. Storicamente, infatti, i dati sul Pil sono soggetti a correzioni al rialzo che potrebbero, tecnicamente, portare l’Italia sotto la soglia critica del 3% già nei prossimi mesi.

La difesa e la flessibilità europea

Mentre si consuma lo scontro politico con le opposizioni, il Governo guarda a Bruxelles per ottenere margini di manovra su capitoli specifici. Il Ministro dell’Economia ha anticipato che l’Italia spingerà per escludere o mitigare dal calcolo del deficit alcune voci strategiche, come le spese per la difesa, in linea con il nuovo contesto geopolitico europeo che richiede un rafforzamento della sicurezza comune.

Conclusione: un’ipoteca sul futuro

La polemica sul Superbonus cessa di essere un semplice dibattito tecnico per diventare il perno della narrazione politica della maggioranza. Per il Governo Meloni, i crediti edilizi non sono solo un buco di bilancio, ma una vera e propria “ipoteca” che sottrae ossigeno alla manovra economica e condiziona la capacità dello Stato di rispondere alle emergenze sociali del 2025.