Garlasco, cade il movente di Stasi: cambia tutto

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna prepotentemente sotto i riflettori dell’attenzione giudiziaria e mediatica. Le ultime settimane hanno visto un’accelerazione nelle indagini, con le nuove carte della Procura di Pavia che stanno ridisegnando alcuni degli elementi cardine dell’inchiesta, aprendo scenari che potrebbero avere pesanti ripercussioni sul percorso processuale.
Nuovi elementi e un cambio di prospettiva
Gli investigatori hanno concentrato le proprie attenzioni su presunti nuovi elementi emersi durante approfondimenti recenti, in particolare riguardo ai ruoli di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio, e di Andrea Sempio, attualmente unico indagato nella nuova inchiesta. La Procura sostiene che questa evoluzione potrebbe modificare la lettura del movente dell’omicidio, fino a ora attribuito principalmente a Stasi.
Secondo i magistrati, le recenti attività investigative hanno portato alla luce elementi “del tutto nuovi” rispetto alle indagini svolte in passato, con alcune “omissioni” ritenute significative nelle precedenti procedure, in particolare nei documenti della polizia giudiziaria del 2017, ora sotto scrutinio.
Il “movente pornografico” e le nuove ipotesi
Uno degli aspetti più delicati riguarda il cosiddetto “movente pornografico”, che in passato aveva portato alla condanna di Stasi. Le nuove risultanze investigative, tuttavia, sembrano aver smontato questa teoria, ritenendola infondata. Al contrario, emergerebbe un’ipotesi di un tentativo di approccio sessuale da parte di Andrea Sempio nei confronti di Chiara Poggi, elemento che potrebbe cambiare la prospettiva sulla dinamica dell’omicidio.
Le dichiarazioni di Alberto Stasi
In questa fase, tornano anche le dichiarazioni di Alberto Stasi, che durante un interrogatorio del 20 maggio 2025 ha risposto alle domande del procuratore Fabio Napoleone, soffermandosi sui rapporti tra Chiara Poggi e Sempio e sui contatti telefonici avvenuti tra il 7 e l’8 agosto 2007. Stasi ha escluso di essere stato mai informato delle presunte avances o delle telefonate, sottolineando di non sapere perché Chiara non gli avesse mai riferito di quei contatti.
Le sue dichiarazioni sono ora al centro di una rivalutazione all’interno della nuova inchiesta, che punta a chiarire ulteriormente la dinamica dell’omicidio e i rapporti tra le persone coinvolte.
Le nuove analisi tecniche e il materiale sequestrato
Tra gli elementi che hanno riacceso l’attenzione sul caso figura anche il materiale tecnico, tra cui analisi del DNA trovato sotto le unghie di Chiara e l’esame dell’impronta 33, che potrebbero offrire una diversa interpretazione rispetto alle conclusioni dei processi precedenti. Inoltre, alcuni scritti sequestrati, descritti come indicatori di una “attenzione morbosa” nei confronti di Stasi, sono stati utilizzati durante i lunghi interrogatori all’ex fidanzato.
Un percorso ancora in evoluzione
La nuova linea investigativa rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’intera vicenda giudiziaria. Le risultanze attuali potrebbero portare a richieste di revisione o di nuovi processi, modificando radicalmente le posizioni assunte finora e aprendo alla possibilità di una rivisitazione complessiva del caso.
Mentre l’indagine prosegue, il caso di Chiara Poggi resta al centro dell’attenzione pubblica, simbolo di un mistero che ancora si prepara a scrivere nuove pagine di giustizia.