Da domani aumentano le accise! Sale il prezzo della benzina: quanto pagheremo

A partire da sabato 2 maggio, entrano in vigore le nuove disposizioni del governo italiano in materia di carburanti, con un impatto immediato sui prezzi alla pompa. Dopo settimane caratterizzate da un taglio uniforme delle accise, il quadro si modifica introducendo una differenziazione tra benzina e diesel, destinata a influenzare le abitudini degli automobilisti e i settori più dipendenti dal gasolio.
Cosa prevede il nuovo decreto
Il decreto carburanti approvato dal governo stabilisce una revisione delle aliquote delle accise, che vengono aggiornate per ciascun prodotto energetico. In particolare, l’aliquota per la benzina viene fissata a 622,90 euro per mille litri, mentre per il gasolio si riduce a 472,90 euro per mille litri. Sono confermate anche le soglie per GPL e gas naturale, con quest’ultimo che continua a beneficiare di un’aliquota pari a zero.
La modifica più significativa riguarda però gli sconti applicati: il diesel riceve una riduzione di circa 20 centesimi al litro, mentre per la benzina lo sconto si ferma a circa 5 centesimi. Questa differenza potrebbe comportare un aumento dei prezzi della benzina, in particolare della super, già previsti nei prossimi giorni, mentre il gasolio manterrà un vantaggio relativo, seppur su livelli elevati.
Le motivazioni alla base della scelta
La decisione di differenziare gli sconti tra benzina e diesel nasce dalla necessità di intervenire su un mercato in cui il diesel ha raggiunto e superato stabilmente la soglia dei 2 euro al litro. L’obiettivo principale è contenere il divario tra i due carburanti e ridurre l’impatto sui settori più dipendenti dal gasolio, come trasporti e logistica.
Reazioni e critiche
Le associazioni dei consumatori non hanno accolto con entusiasmo la misura, giudicandola insufficiente rispetto all’andamento dei prezzi. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il provvedimento rappresenta una delusione, soprattutto considerando che in alcune aree il diesel supera i 2,1 euro al litro sulla rete autostradale in modalità self-service. Anche nelle zone urbane, i prezzi restano elevati, alimentando il malcontento di chi utilizza quotidianamente l’auto per motivi di lavoro o necessità.
Inoltre, il contesto di inflazione crescente, con un aumento congiunturale dell’1,2% che non si vedeva da oltre due anni, rende questa revisione delle accise percepita come un intervento parziale e insufficiente a ridurre significativamente il costo della vita.