“Chi sono i calciatori di Serie A coinvolti”. Scandalo escort, fuori i nomi pesantissimi

MILANO – C’è una porta girevole, nei palazzi della movida milanese, che conduce in un “dietro le quinte” che nessuno avrebbe voluto vedere. Un mondo parallelo fatto di appuntamenti blindati, contabilità parallela e nomi da prima pagina che oggi finiscono nei faldoni di un’inchiesta destinata a scuotere le fondamenta del calcio italiano. L’indagine sulla società Ma.De Milano di Cinisello Balsamo sta portando alla luce un sistema talmente radicato da non essersi fermato nemmeno quando l’Italia era chiusa in casa per la pandemia.
Al centro dell’ingranaggio ci sarebbero Emanuele Buttini e la compagna Deborah Ronchi. Secondo gli inquirenti, la loro struttura non si limitava a fornire contatti, ma gestiva una rete logistica di precisione chirurgica. Le carte descrivono un quadro cupo: ragazze giovanissime, incontri organizzati negli hotel di lusso e l’ombra di sostanze euforizzanti.

Fa rumore, in particolare, il dettaglio che riguarda Cheickh Niasse (Verona): negli atti si parla di una serata in hotel in cui una ragazza avrebbe richiesto i cosiddetti “palloncini” – protossido d’azoto. Un particolare che aggiunge una sfumatura ancora più torbida a un contesto già pesante, dove si arriva a captare persino il timore di una gravidanza legata a uno degli incontri.
I Nomi nel Mirino: Da Stankovic a Maldini
Il dato che sta agitando il web e i corridoi della Lega Calcio è il numero dei potenziali coinvolti: si parla di circa cinquanta calciatori. Molti nomi restano protetti dagli omissis, poiché il sesso a pagamento non costituisce reato, ma alcuni profili sono emersi con forza:
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Dejan Stankovic: l’ex bandiera di Inter e Lazio avrebbe avuto almeno otto contatti registrati con utenze riconducibili al giro.
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Daniel Maldini: citato per presunti legami con l’organizzatore, con cui sarebbe stato immortalato durante una vacanza a Mykonos.
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Marcus Pedersen (Torino) e Christian Volpato (Sassuolo): altri nomi che compaiono tra le pieghe dei decreti di perquisizione.
Una Rete Internazionale: Non Solo Serie A
Il circuito “Made” non serviva solo i club milanesi. Fungeva da punto di riferimento per le squadre in trasferta, con collegamenti che porterebbero a tesserati di Juventus, Atalanta e persino dell’Arsenal. Ma il sospetto è che il giro fosse trasversale: nelle intercettazioni spunta persino il riferimento a un pilota di Formula 1, a conferma di una clientela d’élite capace di richiedere disponibilità immediata e massima discrezione.
La Zona Grigia
Sebbene molti dei nomi citati appaiano in una “zona grigia” – contatti indiretti o semplici riferimenti nelle chat degli indagati che non implicano necessariamente una responsabilità penale – l’imbarazzo per il sistema calcio è totale. Tra iniziali puntate e agende sequestrate, gli inquirenti stanno ricostruendo il mosaico di un’organizzazione che trattava il divertimento proibito come un prodotto aziendale, con tariffe chiare e una gestione del rischio che ha retto per anni.
Mentre l’inchiesta prosegue, l’attesa per la caduta degli ultimi veli cresce. Perché in questa storia, pagina dopo pagina, il calcio sembra essere diventato solo il palcoscenico di un’altra, più triste, partita.