Hantavirus, parla il 25enne italiano contagiato: “Ecco come sto”

Le autorità sanitarie italiane hanno avviato una vasta attività di sorveglianza e monitoraggio in risposta a un possibile contatto indiretto con l’Hantavirus, un virus raro ma potenzialmente grave. La notizia è emersa dopo che un caso sospetto è stato segnalato tra quattro cittadini italiani rientrati da un viaggio internazionale, a bordo di un volo KLM partito da Johannesburg e diretto in Europa.
Il collegamento con un caso di decesso e le misure di prevenzione
Il caso ha preso slancio quando si è scoperto che sull’aereo viaggiava anche una passeggera proveniente da una nave da crociera, successivamente deceduta per infezione da Hantavirus. Sebbene non siano stati riscontrati sintomi tra gli italiani coinvolti, le autorità hanno immediatamente disposto controlli e tracciamento dei passeggeri, applicando protocolli di prevenzione precauzionali. Le regioni interessate sono Calabria, Campania, Toscana e Veneto, dove i soggetti sono stati posti sotto stretto monitoraggio sanitario attivo.

La testimonianza di Federico Amaretti e la gestione del caso
Tra i quattro cittadini italiani, figura Federico Amaretti, 25 anni, originario della Calabria e marittimo di professione, che stava rientrando in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero. Amaretti ha raccontato di un problema sanitario a bordo del volo, con una passeggera fatta sbarcare per un malore, senza ulteriori dettagli forniti ai passeggeri. Solo successivamente, con l’emergere di collegamenti con casi di Hantavirus, è scattato l’allarme.
Al suo arrivo in Italia, Amaretti è stato posto in isolamento domiciliare come misura precauzionale, in assenza di sintomi. La sua condizione viene attentamente monitorata, con controlli quotidiani della temperatura e la segnalazione immediata di eventuali segnali di infezione.

Sorveglianza attiva e misure di cautela
Oltre a lui, altri tre soggetti – una donna residente a Firenze, un uomo in provincia di Napoli e un cittadino sudafricano residente a Venezia – sono sotto osservazione. La sorveglianza sanitaria, che durerà circa 45 giorni, mira a coprire il periodo di incubazione del virus. In questa fase, non sono previste ospedalizzazioni, ma controlli periodici e isolamento volontario.
Le autorità hanno chiarito che si tratta di una misura cautelativa, adottata in un contesto di rischio definito basso. Finora, nessuno dei soggetti monitorati ha sviluppato sintomi riconducibili all’Hantavirus.
Cos’è l’Hantavirus e il rischio attuale
L’Hantavirus è un’infezione virale trasmessa principalmente attraverso il contatto con roditori infetti o ambienti contaminati. In alcune varianti rare, può verificarsi una trasmissione interumana, anche se si tratta di situazioni molto limitate. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che, allo stato attuale, il rischio per la popolazione generale rimane basso, anche in Europa.
Gli esperti sottolineano come l’attenzione sia concentrata sui contatti stretti o indiretti ai casi confermati, senza segnalazioni di diffusione comunitaria estesa. La sorveglianza prosegue con particolare attenzione ai tempi di incubazione, che possono arrivare fino a circa 45 giorni, periodo durante il quale i soggetti coinvolti devono monitorare eventuali sintomi come febbre, affaticamento o difficoltà respiratorie.