“Obbligatorio su tutti i dispositivi”. La decisione dell’UE stravolge tutto: ora bisogna prepararsi

BRUXELLES – Il tempo dei dispositivi “usa e getta” sta per finire, o almeno questo è il piano dell’Unione Europea. Dopo aver imposto lo standard USB-C e l’imminente obbligo di vendere i laptop senza caricatore incluso, l’Europa si prepara al passo più radicale: restituire ai consumatori il potere di cambiare la batteria del proprio dispositivo senza passare dall’assistenza tecnica.

La scadenza del 18 febbraio 2027

Il termine è fissato: tra meno di un anno, l’articolo 11 del Regolamento UE 2023/1542 diventerà legge. Il principio è rivoluzionario: ogni prodotto di elettronica di consumo dovrà essere progettato affinché la batteria sia facilmente rimovibile e sostituibile dall’utente finale.

Le grandi aziende sono già in fermento. Nintendo starebbe riprogettando la sua prossima console portatile per il mercato europeo, mentre Meta sta tentando una mediazione per i suoi smart glasses: integrare una batteria rimovibile in un paio di occhiali, dove ogni grammo conta, rischia di rendere il prodotto ingombrante e invendibile.

Il paradosso degli smartphone: la vittoria dell’Ecodesign

Tuttavia, proprio dove il consumatore ne avrebbe più bisogno, spunta un’eccezione che fa discutere. La Commissione Europea ha chiarito che per smartphone e tablet prevarrà il regolamento Ecodesign, che entrerà in vigore già nel 2025.

Questa norma si concentra sulla disponibilità dei pezzi di ricambio per anni e sulla resistenza dei dispositivi, ma non obbliga i produttori a rendere la batteria accessibile all’utente comune. Una decisione che ha scatenato l’ira di Right to Repair Europe, che parla di un “precedente pericoloso” che salva i colossi della telefonia dall’obbligo di riprogettare i propri flagship.

La sfida è titanica. Le moderne batterie al litio non sono semplici pile stilo: richiedono involucri protettivi e sistemi di sicurezza complessi. Creare un vano accessibile significa sacrificare spazio interno, ridurre potenzialmente l’autonomia o compromettere l’impermeabilità. Se per un laptop il cambio è gestibile, per auricolari minuscoli come gli AirPods la sfida rasenta l’impossibile tecnico.

Il dilemma degli strumenti: cosa significa “facile”?

Un altro punto di scontro riguarda la definizione pratica di “rimovibile”. La legge parla di strumenti comuni: un cacciavite standard potrebbe essere accettato, ma l’uso di ventose, phon per sciogliere la colla o attrezzi proprietari sarà vietato.

L’industria tech ha i tempi contati. Con cicli di sviluppo che durano fino a 18 mesi, i prodotti che vedremo sugli scaffali nel 2027 vengono progettati oggi. Il risultato sarà una nuova generazione di gadget: forse leggermente più spessi o meno “estremi” nel design, ma finalmente figli di un equilibrio tra estetica e sostenibilità. La battaglia tra il millimetro in meno e il diritto alla riparazione è ufficialmente aperta.