Sbarca dalla crociera con il focolaio di hantavirus e va a un matrimonio con centinaia di persone

Per giorni tutto è sembrato procedere normalmente, nonostante a bordo di quella nave da crociera si fossero già verificati episodi che avrebbero dovuto far scattare immediatamente l’allarme. Passeggeri in viaggio, eventi pubblici affollati, spostamenti internazionali e contatti continui con centinaia di persone: una situazione che oggi, alla luce degli ultimi sviluppi sanitari, viene guardata con crescente preoccupazione dalle autorità e dagli esperti.

La vicenda ha rapidamente assunto dimensioni internazionali perché coinvolge non soltanto una nave da crociera, ma anche aeroporti, matrimoni, città e Paesi diversi. In poche settimane persone provenienti da varie nazioni hanno continuato a viaggiare senza particolari restrizioni, mentre il focolaio veniva progressivamente ricostruito dagli organismi sanitari internazionali. Proprio questa catena di movimenti e contatti sta alimentando interrogativi sulla gestione dell’emergenza nei primi giorni.

Al centro delle polemiche è finito soprattutto il comportamento di alcuni passeggeri sbarcati dalla nave prima che l’allerta sanitaria diventasse ufficiale. Alcuni di loro hanno partecipato a eventi pubblici, preso voli internazionali e avuto contatti ravvicinati con numerose persone. Una circostanza che ha acceso il dibattito sui protocolli adottati e sui possibili rischi legati alla diffusione del virus fuori dall’ambiente della crociera.

Le immagini circolate sui social e le testimonianze raccolte nelle ultime ore stanno contribuendo a ricostruire il clima vissuto a bordo della nave durante le settimane precedenti all’esplosione del caso. Secondo diversi racconti, molti passeggeri non sarebbero stati adeguatamente informati sui pericoli e avrebbero continuato la normale vita di bordo senza particolari precauzioni sanitarie. Una situazione che oggi viene definita da molti osservatori estremamente inquietante.

Intanto l’attenzione mondiale resta altissima, soprattutto dopo le conferme arrivate dagli esperti sul particolare ceppo virale individuato nei casi analizzati. Le autorità sanitarie stanno monitorando attentamente i contatti avuti dai passeggeri nei vari Paesi attraversati durante il viaggio e nelle settimane successive allo sbarco. 

Il caso riguarda il focolaio di hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius. Il 3 maggio, proprio mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità confermava ufficialmente di aver aperto un’indagine sul primo contagio registrato sulla nave, uno dei passeggeri appena sbarcati, il noto influencer e youtuber turco Ruhi Çenet, si trovava a Istanbul partecipando a un matrimonio con centinaia di invitati. Le immagini diffuse sui social hanno immediatamente scatenato forti polemiche internazionali.

Travolto dalle critiche, l’influencer 35enne ha pubblicato un messaggio su Instagram l’8 maggio per spiegare la propria posizione. Çenet ha sostenuto che il giorno della cerimonia l’Oms non aveva ancora diffuso pubblicamente l’allarme sull’epidemia di hantavirus legata alla crociera. Secondo il suo racconto, una volta arrivato in Turchia le autorità sanitarie gli avrebbero comunicato che, non presentando sintomi, non era necessario adottare particolari restrizioni. Successivamente però, di fronte all’aggravarsi della situazione internazionale, avrebbe deciso di autoisolarsi per precauzione.

Le dichiarazioni rilasciate dall’influencer ai media internazionali, tra cui NBC News e Agence France-Presse, hanno permesso di ricostruire quanto accaduto a bordo della MV Hondius. La nave era partita il 1° aprile da Ushuaia, in Argentina. L’11 aprile un passeggero olandese di 70 anni è morto durante la crociera. In un video registrato da Çenet il giorno successivo, il comandante della nave rassicurava i viaggiatori sostenendo che il decesso non fosse collegato a una malattia contagiosa e che la situazione fosse sotto controllo. Secondo l’influencer, proprio queste rassicurazioni avrebbero indotto molti passeggeri a non prendere alcuna precauzione sanitaria.

Per circa dodici giorni, infatti, la vita a bordo sarebbe proseguita normalmente. I passeggeri avrebbero continuato a mangiare insieme e a partecipare alle attività senza mascherine né misure di protezione. Lo stesso Çenet ha dichiarato di essersi isolato insieme al proprio cameraman, ma ha aggiunto che gran parte delle persone presenti sulla nave non era stata adeguatamente informata sui possibili rischi. Il 24 aprile, durante uno scalo sull’isola di Sant’Elena, 29 passeggeri di diverse nazionalità sono sbarcati dalla nave entrando in contatto con la popolazione locale. Tra loro c’era anche l’influencer turco.

Nei giorni successivi la situazione è peggiorata rapidamente. La moglie 69enne del primo passeggero deceduto ha accusato un malore dopo aver lasciato la nave e, una volta arrivata in Sudafrica con un volo sul quale viaggiava anche Çenet, è morta il 26 aprile. Il 2 maggio le autorità sudafricane hanno confermato un terzo decesso collegato al focolaio: un cittadino tedesco. L’Oms ha successivamente chiarito che sei dei casi analizzati erano riconducibili al ceppo Andes dell’hantavirus, variante particolarmente preoccupante perché, a differenza di altre forme, può trasmettersi anche da persona a persona attraverso contatti ravvicinati e prolungati. Proprio per questo l’infettivologo Matteo Bassetti ha lanciato un duro allarme sulla gestione della vicenda, sottolineando il rischio legato ai numerosi spostamenti effettuati dai passeggeri della nave dopo lo sbarco.