Salvini nella piazza dei Patrioti: “No all’esercito europeo di Macron, comprare gas e petrolio da Russia. Abbraccio a Orbán”

Una giornata ad alta tensione politica e sociale attraversa Milano, teatro di manifestazioni contrapposte che hanno trasformato il centro in un punto nevralgico di confronto, scontro e mobilitazione. Da un lato la piazza organizzata dalla Lega insieme agli alleati europei, dall’altro cortei antifascisti, realtà sociali e movimenti civili decisi a rispondere con forza.

Il comizio di Salvini e il nodo energia

Dal palco di Piazza del Duomo, il leader leghista Matteo Salvini ha lanciato un messaggio netto sul fronte economico ed energetico, proponendo di tornare ad acquistare gas e petrolio anche dalla Russia per contrastare la crisi.

Nel suo intervento, Salvini ha criticato duramente l’ipotesi di un esercito europeo, facendo riferimento alle posizioni del presidente francese Emmanuel Macron, e ha invocato maggiore libertà di manovra economica per sostenere famiglie e imprese. Un discorso che ha acceso ulteriormente il dibattito politico, già fortemente polarizzato.

Tensioni in strada: scontri e idranti

Il clima si è fatto incandescente nel pomeriggio, quando i cortei antagonisti sono entrati in contatto con le forze dell’ordine. Tra via Mascagni e via Visconti di Modrone, gruppi di manifestanti incappucciati hanno lanciato fumogeni e bottiglie contro la polizia, che ha risposto con l’uso degli idranti per disperdere la folla.

Scene simili si sono verificate anche in via Borgogna, dove nuovi lanci di oggetti hanno provocato una reazione immediata degli agenti. Nonostante la tensione, non si registrano contatti diretti prolungati, ma il livello di scontro resta alto.

La risposta delle piazze antifasciste

Tra i protagonisti della mobilitazione opposta, l’eurodeputata Ilaria Salis ha preso parte al corteo “Milano è migrante”, criticando duramente il concetto di remigrazione, definito “un’idea neofascista”. Parole che riflettono la distanza ideologica tra le due piazze e la radicalizzazione del confronto politico.

I cortei, partiti da diverse zone della città – tra cui piazza Lima, piazza Tricolore e piazza Argentina – hanno attraversato le principali arterie cittadine, convergendo verso il centro in un clima di forte mobilitazione.

Presenze internazionali e fronte politico

Alla manifestazione leghista hanno partecipato anche leader europei di primo piano come Jordan Bardella, Geert Wilders e Afroditi Latinopoulou, a conferma della dimensione internazionale dell’evento.

Dal fronte opposto, il Partito Democratico ha attaccato duramente l’iniziativa, con il segretario milanese Alessandro Capelli che ha parlato di una manifestazione evocativa di “anni Trenta”, sottolineando il contrasto con l’identità storicamente inclusiva della città.

Mobilità nel caos

La giornata ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla viabilità. La chiusura delle fermate della metropolitana Duomo e Palestro, insieme a numerose deviazioni del trasporto pubblico, ha paralizzato il centro cittadino. L’area attorno a Piazza del Duomo è stata completamente blindata, con un imponente dispiegamento di forze dell’ordine.

Una città divisa

Quella di oggi è l’immagine di una Milano attraversata da tensioni profonde, dove politica, società e identità si confrontano in modo sempre più acceso. Tra slogan, cortei e scontri, resta la fotografia di un Paese diviso su temi cruciali come immigrazione, economia e ruolo dell’Europa.