Romina Power, la confessione a Belve spiazza tutti: “Ylenia non è morta…”

Un’arena senza sconti, dove le domande sono più affilate delle parole e gli sguardi pesano quanto le confessioni più intime. È questa l’atmosfera di Belve, il programma cult di Rai2 condotto da Francesca Fagnani, che martedì 28 aprile torna con una settima stagione ricca di momenti sorprendenti e rivelatori. Tra le guest più attese, Romina Power si mette completamente a nudo, offrendo al pubblico un ritratto autentico e spesso crudo di sé stessa, tra ricordi di gioventù, traumi mai superati e un amore paterno e materno che si mescolano nel suo racconto.

Un viaggio tra luci e ombre della vita di Romina Power

L’intervista si apre su un terreno delicato: quello delle esperienze lisergiche e delle serate di gioventù, tra Londra e Roma, in cui l’artista rivela di aver vissuto momenti di totale perdita di memoria, come quelli vissuti sotto l’effetto dell’Lsd. “Ho pochi ricordi, è una cosa che cancella la memoria”, ammette con un sorriso, rivelando anche un episodio scioccante: sua madre avrebbe messo l’acido nel tè del re Hussein di Giordania, un dettaglio inquietante che aggiunge un alone di mistero alla sua storia.

Il cuore della conversazione si concentra però sul dolore più grande, quello della perdita della figlia Ylenia, scomparsa ormai da decenni. Romina descrive con amarezza come il lutto abbia segnato in modo indelebile il suo matrimonio con Al Bano, e come il senso di abbandono abbia cambiato per sempre la sua vita. “Quando pensi di avere un pilastro vicino e di colpo arriva il momento in cui vuoi appoggiarti e non c’è niente, non c’è un sostegno, allora le cose cambiano”, confessa, toccando corde profonde nel pubblico.

Il legame con Ylenia e la presenza invisibile

Il ricordo di Ylenia rimane il passaggio più commovente dell’intervista. Romina non smette di parlare di lei, ritenendo che sua figlia sia ancora vicina a lei, in qualche modo. “Lo sento, ho dei sogni e ho anche parlato con persone che hanno poteri soprannaturali. Nessuno mi ha mai detto che lei non c’è più”, rivela con fermezza. Un sentimento di presenza invisibile, un legame oltre il tempo e la morte che accompagna ogni sua giornata.

Il passato cinematografico e le scelte di gioventù

Fagnani non si limita a chiedere delle ferite aperte, ma indaga anche sugli esordi artistici di Romina, segnati da alcune pellicole erotiche girate in gioventù. “Ne avrei fatto volentieri a meno, avrei voluto fare ‘Romeo e Giulietta’”, commenta con tenerezza, rievocando la sua altra vita. La cantante spiega che quelle scelte furono dettate anche da esigenze economiche, e che sua madre non le vietò di lavorare in quei film solo perché non vedeva nulla di male, ma perché non aveva altre possibilità di sostentamento.

Una rivelazione che cambia la percezione di un mito

La conversazione tra Romina Power e Francesca Fagnani si rivela un momento intenso di autenticità, che svela un lato inedito di una protagonista della cultura popolare italiana. Tra ricordi di gioventù, perdite profonde e introspezioni personali, l’artista mette a nudo le proprie fragilità e le proprie speranze, offrendo al pubblico un’immagine più completa e umana di sé stessa.