“Ho i servizi segreti russi alle calcagna”. La denuncia sconvolgente della parlamentare italiana. È allarme

Un presunto tentativo di cyberattacco attribuito ai servizi segreti russi ha riacceso le preoccupazioni sulla vulnerabilità delle comunicazioni delle istituzioni europee. A denunciarlo pubblicamente è stata l’europarlamentare Pina Picierno, che sui social ha raccontato di aver subito un tentativo di accesso illecito al proprio account Signal, l’applicazione di messaggistica criptata utilizzata per comunicazioni riservate.

Secondo quanto riferito dalla vicepresidente del Parlamento europeo, gli elementi tecnici raccolti farebbero pensare a una campagna coordinata riconducibile all’FSB, il servizio di sicurezza federale russo. L’obiettivo, stando alle fonti, non sarebbe stato soltanto l’europarlamentare, ma anche giornalisti, ricercatori indipendenti e funzionari europei, tutti soggetti coinvolti in attività di analisi e comunicazioni sensibili.

L’episodio assume una particolare gravità considerando la natura delle comunicazioni gestite tramite Signal. L’app, infatti, è spesso utilizzata per lo scambio di informazioni riservate, documenti confidenziali e contatti con fonti protette, rendendo questi tentativi di intrusione un attacco diretto alla stabilità e alla sicurezza del dibattito democratico europeo.

L’allarme di Picierno: un possibile attacco sistematico contro le istituzioni

Nel suo messaggio pubblico, Picierno ha evidenziato la gravità dell’accaduto e ha parlato di una possibile operazione coordinata contro il sistema democratico europeo. “Nelle ultime ore ho subito un tentativo di violazione del mio account Signal”, ha scritto l’eurodeputata, sottolineando come l’attacco si inserisca in una più ampia attività di cyberattacco contro figure impegnate nelle istituzioni e nell’informazione. La parlamentare ha espresso preoccupazione per il rischio di monitoraggio, intimidazione e infiltrazione del dibattito pubblico, elementi che minano la fiducia nel sistema democratico.

Coinvolgimento di figure indipendenti e attività di intelligence

L’excursus di Picierno si arricchisce con un secondo episodio, avvenuto nelle stesse ore, che avrebbe coinvolto anche un ricercatore indipendente. Quest’ultimo avrebbe ricevuto una notifica di sicurezza da Google, indicante un tentativo di accesso da parte di un’entità governativa, probabilmente collegata a interessi russi o bielorussi. Questo dettaglio rafforzerebbe l’ipotesi di un’attività coordinata e mirata contro soggetti impegnati nell’analisi dei rapporti tra ambienti politici europei e interessi provenienti da Mosca e Minsk.

Le verifiche e le indagini in corso

 

Dopo la denuncia pubblica, Picierno ha annunciato l’avvio di verifiche tecniche sui dispositivi elettronici dell’Europarlamento. Le autorità competenti procederanno a esaminare eventuali compromissioni informatiche o fughe di dati, con l’obiettivo di accertare se si sia trattato di un semplice tentativo di intrusione o se dati sensibili siano stati effettivamente intercettati.

Parallelamente, l’eurodeputata ha presentato una denuncia alle autorità italiane affinché siano condotti approfondimenti sull’origine dell’attacco e sulle eventuali responsabilità. La priorità, secondo quanto dichiarato, è capire se siano stati compromessi contenuti riservati o se si sia trattato di un’operazione di sorveglianza più limitata.

Un fenomeno che va oltre il caso singolo

Picierno ha voluto lanciare anche un avvertimento politico più ampio, evidenziando come episodi come questi non siano più isolati, ma si inseriscano in un quadro di “guerra ibrida” contro le istituzioni europee. L’espressione richiama le strategie geopolitiche più sofisticate, in cui cyberattacchi, disinformazione e attività di intelligence vengono utilizzati come strumenti di pressione politica e destabilizzazione.

L’episodio riporta così il tema della sicurezza informatica e della protezione delle comunicazioni tra rappresentanti politici, giornalisti e fonti sensibili al centro del dibattito pubblico. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni, il timore è che le piattaforme di comunicazione private possano diventare obiettivi privilegiati delle attività di spionaggio digitale, con potenziali ripercussioni sulla stabilità democratica e sulla sicurezza delle istituzioni europee.