Guerra, razzo colpisce un mezzo nella base italiana Unifil, nessun ferito. Telefonata Trump-Netanyahu

Secondo fonti dell’agenzia Axios citate dalla Casa Bianca, gli Stati Uniti potrebbero dover ricorrere a un’azione militare se non si dovesse raggiungere un accordo entro la fine del viaggio dell’ex presidente Donald Trump in Cina, previsto per venerdì prossimo. La diplomazia statunitense cerca una svolta concreta nelle trattative, ma le fonti indicano che, in assenza di progressi, il presidente potrebbe considerare di ordinare nuove operazioni militari.

Nel frattempo, nel Medio Oriente, l’Arabia Saudita si prepara a fronteggiare le conseguenze di “Project Freedom”, un’operazione che ha irritato Riyadh e che potrebbe portare alla sospensione dell’uso della base aerea americana nel paese.

Attacco a Shama: un razzo colpisce la base italiana UNIFIL

Un episodio preoccupante si è verificato a Shama, in Libano, dove un razzo da 107 millimetri – probabilmente appartenente alle milizie di Hezbollah – è finito nella base italiana del contingente UNIFIL. Le prime ricostruzioni indicano che il razzo avrebbe provocato la foratura di un mezzo senza causare feriti tra il personale italiano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in contatto con i vertici militari, ha immediatamente avviato accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e l’origine del colpo.

Diplomazia regionale: Iran e Pakistan rafforzano il dialogo

Sul fronte diplomatico, l’Iran continua a promuovere la stabilità regionale. Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha telefonato al suo omologo pakistano Muhammad Ishaq Dar, mediatore nei negoziati con gli Stati Uniti, sottolineando l’importanza di proseguire nel dialogo e nella cooperazione. Entrambi i Paesi concordano sulla necessità di adottare misure diplomatiche per prevenire escalation e tutelare la stabilità in Medio Oriente.

Indagini sulle speculazioni petrolifere legate all’Iran

Il Dipartimento di Giustizia degli USA sta conducendo indagini su alcune transazioni sospette sul mercato petrolifero, effettuate poco prima di annunci ufficiali di Donald Trump sulla guerra in Iran. Secondo fonti di ABC, sette operazioni avrebbero generato profitti di circa 2,6 miliardi di dollari, scommettendo sul calo del prezzo del petrolio in concomitanza con le dichiarazioni di Trump.

Relazioni Israelo-Americane: Netanyahu e Trump si confrontano

Infine, si è svolta una conversazione tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e Donald Trump. La telefonata, avvenuta dopo una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano, si è focalizzata sugli sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, puntando a raggiungere un accordo che possa mettere fine alle tensioni in Medio Oriente.