“Governo ormai finito”. Il Pd attacca Meloni: “Resta solo la faida per le poltrone”

Il Partito Democratico attacca nuovamente il governo Meloni dopo il caos esploso al Ministero della Cultura, innescato dai recenti licenziamenti di figure chiave come Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica, e Elena Proietti, segretaria particolare. Un episodio che, secondo l’opposizione, evidenzia una crisi profonda all’interno della maggioranza, ormai paralizzata da scontri interni e lotte di potere.
Durissime sono state le parole del senatore Pd Francesco Verducci, membro della commissione Cultura del Senato, che ha definito l’esecutivo “di fatto finito”. Verducci ha accusato il governo di essere ormai concentrato esclusivamente sulla gestione delle poltrone e degli equilibri interni, trascurando le vere politiche culturali e il benessere del settore.
“Non fanno politica, fanno occupazione di potere”, ha affermato Verducci, sottolineando come le recenti vicende al Ministero della Cultura siano simbolo di una maggioranza in crisi aperta. In particolare, il senatore dem ha puntato il dito contro il mancato finanziamento di un documentario sulla figura di Giulio Regeni, un episodio che avrebbe generato tensioni e ripercussioni interne nel ministero. Per Verducci, il licenziamento di Merlino rappresenta un’ammissione indiretta di responsabilità da parte del ministro Alessandro Giuli, e il mancato finanziamento viene descritto come una ferita gravissima per il Paese, “vergognosa e inquietante”.
Il Pd non risparmia critiche anche sulla gestione dei fondi destinati al settore culturale e dello spettacolo. Verducci ha accusato il governo di aver ignorato per anni le gravi crisi del comparto, intervenendo solo dopo le proteste degli operatori. Inoltre, ha lamentato i tagli effettuati nelle ultime leggi di bilancio, che hanno aggravato le difficoltà economiche di molte maestranze, e ha criticato la svuotamento dell’indennità di discontinuità, una misura di sostegno approvata durante la pandemia e ora ridotta al minimo.
La vicenda del Ministero della Cultura, secondo Verducci, sarebbe solo un aspetto di una crisi politica di portata più vasta all’interno della maggioranza di centrodestra. Il senatore ha parlato di una “lotta tribale senza esclusione di colpi”, evidenziando i rapporti sempre più tesi tra le diverse anime del governo. Alla domanda se il Pd chiederà che il ministro Giuli renda conto in aula, Verducci ha risposto senza mezzi termini: “È un governo che non ha più né credibilità né reputazione. Prima andrà a casa, meglio sarà per i cittadini. Il referendum è stato un voto di sfratto, un voto di sfiducia contro Meloni”.
Le parole di Verducci e le polemiche sul caso del Ministero della Cultura alimentano una fase di forte tensione politica, già delicata per la maggioranza di governo. Il caos al ministero e le accuse reciproche tra maggioranza e opposizione contribuiscono a un quadro di instabilità che rischia di acuire ulteriormente i contrasti dentro il centrodestra e di minare la credibilità dell’esecutivo Meloni. La vicenda si inserisce in un momento di crescente scrutinio pubblico e politico, con il Partito Democratico pronto a sfruttare ogni occasione per mettere in discussione la tenuta del governo.