Famiglia del bosco, ritorno dei bambini a casa: la notizia è appena arrivata

Si fa sempre più in salita il sentiero che porta al ricongiungimento della cosiddetta “famiglia del bosco” di Palmoli. Sulla richiesta presentata da Catherine Birmingham e Nathan Trevallion per riabbracciare i propri tre figli è arrivato un nuovo, pesante stop: la tutrice e la curatrice speciale dei minori hanno espresso parere negativo al reclamo presentato dai genitori.

Un passaggio che, pur non essendo vincolante, getta un’ombra di incertezza sull’esito della battaglia legale intrapresa dalla coppia britannica che da mesi cerca di scardinare il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

La battaglia legale in Corte d’Appello

Dal 20 novembre scorso, i tre fratellini sono ospiti di una casa famiglia a Vasto. I genitori, assistiti dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, hanno impugnato la decisione davanti alla Corte d’Appello, sperando in una revisione che consenta ai piccoli di tornare a casa.

Tuttavia, le relazioni depositate da Maria Luisa Palladino (tutrice) e Marika Bolognese (curatrice speciale) cristallizzano una posizione di chiusura. Ora, le parti hanno tempo fino al 21 aprile per depositare memorie aggiuntive. La decisione dei giudici, che avverrà esclusivamente su base documentale senza discussione in aula, è attesa per la metà di maggio.

Perizie e incontri: il nodo della valutazione psichiatrica

Mentre la burocrazia segue il suo corso, la giustizia si muove sul campo con nuovi accertamenti. Sono stati rinviati a venerdì gli incontri tra i minori e le specialiste nominate dal tribunale — una psichiatra e una psicologa — che dovranno valutare lo stato emotivo dei bambini e le capacità genitoriali della coppia.

A queste perizie d’ufficio si contrapporrà la linea della difesa, che si avvale di consulenti di spessore come lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello. La tesi della difesa è netta: il protrarsi della separazione è dannoso per il benessere dei minori e il ripristino del nucleo familiare deve avvenire con estrema urgenza per evitare traumi permanenti.

Il dramma di Catherine: «Temo il loro oblio»

Oltre i commi e le relazioni tecniche, resta il dramma umano di una madre che vede scorrere il tempo senza poter sfiorare i propri figli. Catherine ha trascorso il suo recente compleanno e le festività pasquali lontano dai bambini, un diniego che ha scavato un solco profondo nel suo animo.

«Ho paura che il tempo trascorso lontano possa far crescere in loro un senso di abbandono», ha confessato la donna, esprimendo il timore più atroce per un genitore: che i figli possano smettere di desiderare il ritorno a casa.