Dazi Usa-Ue, Trump alza la pressione: ultimatum del 4 luglio dopo la bocciatura della Corte

La strategia commerciale di Donald Trump subisce una nuova battuta d’arresto interna negli Stati Uniti, ma il presidente americano non si ferma e rilancia immediatamente lo scontro con l’Unione Europea. Nel giorno in cui la Corte americana per il commercio ha dichiarato illegali i dazi globali del 10% introdotti a febbraio, Trump ha emesso un duro ultimatum politico rivolto a Bruxelles.
Attraverso il suo canale preferito, Truth Social, il tycoon ha fissato una scadenza simbolica, il 4 luglio, anniversario della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti. Se l’Unione Europea non rispetterà gli accordi commerciali siglati in Scozia, in particolare l’intesa raggiunta a Turnberry, entro quella data scatteranno nuovi aumenti tariffari. Un messaggio chiaro e deciso, arrivato anche dopo una telefonata con Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, che ha lasciato trapelare un senso di rallentamento e di ritardo nell’attuazione degli impegni presi.
Trump ha accusato Bruxelles di aver rallentato l’implementazione dell’accordo e ha promesso una risposta immediata a eventuali ulteriori ritardi, sostenendo di aver aspettato con pazienza che l’UE rispettasse gli impegni, tra cui la promessa di azzerare i dazi sui prodotti statunitensi. La tensione tra le due parti si fa quindi più palpabile, con il rischio di un’escalation tariffaria che potrebbe aggravare le già fragili relazioni commerciali.
L’ennesimo stallo nei negoziati europei
L’ultimatum di Trump segue un fallimento nei negoziati tra Bruxelles e Washington, conclusisi senza un accordo definitivo. A Bruxelles, il trilogo tra il Consiglio, la Commissione e l’Eurocamera si è concluso dopo oltre cinque ore di confronto senza raggiungere un’intesa, segnando uno stallo che si protrarrà almeno fino al 19 maggio, data in cui i negoziatori si rivedranno.
Il presidente della commissione Commercio del Parlamento europeo, Bernd Lange, ha parlato di “progressi significativi” soprattutto sul meccanismo di salvaguardia e sulla revisione di alcuni regolamenti, ma ha ammesso che “resta molta strada da fare”. La principale preoccupazione in Europa è l’eventualità di nuove rappresaglie americane, con Trump che ha già minacciato di aumentare i dazi sulle auto e sui camion europei dal 15% al 25%.
L’accordo originario prevedeva l’eliminazione dei dazi europei sui prodotti industriali americani in cambio di un tetto tariffario del 15% sulle merci europee esportate negli Stati Uniti. Tuttavia, le tensioni sono aumentate, con la Casa Bianca che accusa Bruxelles di procedere troppo lentamente e minaccia di nuove misure punitive.
La bocciatura dei dazi americani: un nuovo ostacolo interno
Nel frattempo, Trump ha subito una battuta d’arresto anche sul fronte interno. La Corte americana per il commercio ha infatti dichiarato illegali i dazi globali del 10% imposti a febbraio, sostenendo che la Casa Bianca non aveva una base giuridica sufficiente per imporli attraverso le normative in uso.
La decisione, presa con due voti favorevoli e uno contrario, rappresenta un nuovo ostacolo alla strategia economica di Trump, fondata negli ultimi mesi sulla pressione commerciale come leva di negoziazione e come strumento di pressione geopolitica, soprattutto nei confronti di alleati come l’Europa.
Tuttavia, questa sentenza non sembra aver indebolito la linea dura del presidente, che continua a considerare i dazi come uno strumento fondamentale per contrastare le rivali economiche e rafforzare la posizione degli Stati Uniti nel quadro internazionale. Anzi, Trump sembra voler mantenere la sua strategia, trasformando il commercio internazionale in uno dei principali terreni di battaglia della campagna politica in corso, con l’obiettivo di mostrare forza e determinazione anche di fronte alle sentenze giudiziarie.