“Con te se ne va un pezzo di storia”. Lutto alla Rai, il cordoglio dei colleghi della TV

Il mondo della televisione e dello sport italiano è in lutto per la scomparsa di Nazareno Balani, morto all’età di 76 anni. Per decenni Balani è stato l’uomo dietro le quinte, la mente e l’occhio capace di trasformare la fatica degli atleti in un racconto collettivo che ha emozionato milioni di telespettatori.
La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dal giornalista Franco Bragagna, voce storica dell’atletica leggera, con un post sui social che mescola nostalgia, stima professionale e profonda umanità.

Una carriera “dietro le quinte” tra Olimpiadi e Giro d’Italia
Nazareno Balani è stato, fin dai primi anni Novanta, uno dei pilastri della struttura sportiva Rai. Il suo nome è indissolubilmente legato ai più grandi eventi mondiali:
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Olimpiadi: Da Barcellona ’92 fino a Rio 2016.
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Ciclismo: Regista di indimenticabili edizioni del Giro d’Italia.
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Atletica Leggera: Curatore del Golden Gala e di numerosi campionati Mondiali ed Europei.
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Sport invernali e Calcio: Capace di spaziare tra discipline diverse con la medesima precisione chirurgica.
Balani non si è limitato a trasmettere immagini, ma ha introdotto innovazioni grafiche e narrative “in chiave azzurra”, personalizzando il racconto per il pubblico italiano e rendendo la diretta sportiva un evento “che ti resta addosso”.

Il ricordo di Franco Bragagna: “Lavorare con te è stato uno spettacolo”
Il tributo di Bragagna restituisce il ritratto di un uomo schietto, un professionista rigoroso dal forte accento romano e dalla battuta pronta. Un rapporto, quello tra il giornalista e il regista, fatto di stima ma anche di scintille:
“Non ci siamo voluti sempre bene”, scrive Bragagna, “ma lavorare con te è stato uno spettacolo”.
Il giornalista ricorda con affetto il “borbottìo” continuo di Balani nell’interfono durante le dirette, un sottofondo tecnico fatto di indicazioni rapide e commenti taglienti che spesso costringevano chi era al microfono a trattenere le risate per mantenere il decoro della cronaca.
L’eredità di un mestiere invisibile
Dopo la lunga epopea in Rai, Balani aveva continuato a prestare la sua enorme esperienza alle produzioni federali, confermandosi un punto di riferimento per l’intero settore. Il suo era quello che molti definiscono un “mestiere invisibile”: quando tutto scorre senza sbavature, il merito è del regista, anche se il pubblico non ne vede il volto.
Con la sua scomparsa, se ne va un pezzo di storia della televisione pubblica, un uomo che ha saputo gestire l’equilibrio delicatissimo delle grandi dirette mondiali con polso e creatività. Il saluto finale dei colleghi è un arrivederci proiettato nel tempo, in quel “prossimo big bang” dove, tra una battuta e una ripresa, si tornerà a fare grande televisione insieme.