Chirurgo asporta il fegato al posto della milza: morto un paziente di 72 anni

Una drammatica vicenda ha scosso la comunità medica e la famiglia di un paziente deceduto durante un intervento chirurgico in Florida. Thomas Shaknovsky, 44 anni, chirurgo di fama locale, è stato incriminato per omicidio colposo dopo che si è scoperto che avrebbe erroneamente rimosso il fegato di William Bryan, 72 anni, sostituendolo con la milza durante un complicato intervento. La morte dell’anziano è avvenuta sul tavolo operatorio, a seguito di un’emorragia massiccia che i medici non sono riusciti a contenere.
Il caso è emerso pubblicamente grazie a una deposizione rilasciata a novembre e ottenuta dalla NBC. In questa testimonianza, Shaknovsky ha descritto la tragedia come “un evento incredibilmente sfortunato che rimpiango profondamente”. Il medico ha dichiarato di essere stato “mentalmente instabile” dopo la perdita del paziente, aggiungendo di sentirsi “devastato, demoralizzato, in lacrime” e di provare un senso di colpa per non aver gestito correttamente l’intervento. Tuttavia, le sue dichiarazioni hanno sollevato sospetti circa una possibile copertura dell’accaduto.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo aver rimosso il fegato, Shaknovsky avrebbe ordinato a un’infermiera di etichettare l’organo come “milza”, procedimento che avrebbe poi riportato nella cartella clinica del paziente. Questa presunta manovra di insabbiamento suggerisce un tentativo di nascondere un errore grave e di evitare ripercussioni legali o imbarazzo.
L’intervento si è trasformato in un vero e proprio caos. Testimoni oculari riferiscono che, durante l’emorragia, il personale sanitario ha tentato disperatamente di praticare il massaggio cardiaco e di individuare la fonte del sanguinamento. Shaknovsky ha descritto la scena come “un lavandino stracolmo e intasato”, dove cercava di trovare il punto di uscita dell’emorragia senza successo. La situazione sarebbe degenerata in circa venti minuti di disordini e tentativi di salvataggio, fino alla tragica morte di Bryan.
La causa della morte, secondo la ricostruzione ufficiale, sarebbe stata un’emorragia catastrofica provocata dall’errata rimozione dell’organo. Tuttavia, la vedova di Bryan, Beverly Bryan, ha presentato una causa per negligenza medica, sostenendo che il medico avrebbe tentato di nascondere la verità sulla rimozione del fegato. Un medico legale avrebbe confermato che la milza del marito era quasi normale, contrariamente alla convinzione di Shaknovsky che aveva creduto di trovarvi una massa anomala.
Se riconosciuto colpevole, Thomas Shaknovsky rischia fino a 15 anni di carcere e una multa di 10.000 dollari. La vicenda mette in evidenza le conseguenze di un grave errore chirurgico e solleva interrogativi sulla gestione delle emergenze in sala operatoria. La comunità medica attende con attenzione gli sviluppi del processo, che potrebbe fare luce su quanto accaduto e sulla responsabilità del professionista coinvolto.