Garlasco, il terremoto pochi minuti fa: “È stata lei”. Bomba sconvolgente, ora è tutto chiaro

Emergono nuovi dettagli inquietanti nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto quasi vent’anni fa a Garlasco. Secondo quanto riportato in un’informativa dei carabinieri di Milano depositata nell’ambito delle indagini della Procura di Pavia, si sarebbe verificato un tentativo di influenzare l’andamento delle indagini da parte di figure di rilievo, tra cui anche un ex magistrato.

L’attenzione si focalizza su Laura Barbaini, ex sostituto procuratore generale in pensione, la quale, secondo quanto scritto nell’atto investigativo, avrebbe suggerito ai legali della famiglia Poggi di coinvolgere formalmente la Procura Generale di Milano per bloccare le indagini. La famiglia Poggi, infatti, avrebbe manifestato preoccupazioni circa la possibilità di ostacolare la prosecuzione dell’indagine, e gli investigatori sostengono che Barbaini avrebbe indicato questa strada, alimentando il sospetto di un tentativo di esercitare un “potere censorio” sull’attività della Procura di Pavia.

Il ruolo di Barbaini negli anni precedenti all’indagine attuale si rivela altrettanto significativo. La magistrata, infatti, aveva sostenuto l’accusa nel processo d’appello bis contro Alberto Stasi, condannato poi in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Nel 2016, inoltre, si occupò delle prime richieste di revisione del processo avanzate dalla difesa di Stasi, trasmettendo gli atti sia alla Corte d’Appello di Brescia sia alla Procura di Pavia. Questi passaggi, evidenziano gli investigatori, suggeriscono un coinvolgimento attivo e diretto nelle vicende processuali legate alla vicenda.

L’informativa riporta anche una nota firmata da Barbaini e indirizzata al procuratore aggiunto Mario Venditti, in cui si esprimevano valutazioni circa l’ipotesi di aprire un’indagine su Sempio, poi archiviata. Inoltre, viene citata una conversazione del maggio scorso in cui emergerebbe, secondo i carabinieri, un atteggiamento di “totale opposizione” da parte della famiglia Poggi rispetto alla nuova inchiesta condotta dalla Procura di Pavia, con toni duri e decisi che aumentano il clima di tensione attorno a questo caso ancora aperto e controverso.

Il delitto di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007, continua a dividere opinioni e a sollevare interrogativi sulla corretta gestione delle indagini e sui possibili intrecci tra magistratura, famiglie coinvolte e poteri esterni. Questi nuovi elementi rischiano di riaccendere il dibattito pubblico e di mettere sotto una nuova luce una delle vicende giudiziarie più discusse del panorama italiano, dimostrando come, anche a distanza di anni, il caso rimanga vivo e carico di tensione.