Garlasco, la bomba di Selvaggia Lucarelli contro le indagini: “Chiara gli apre in pigiama…”. Così cambia tutto

Negli ultimi giorni, il caso di Chiara Poggi, l’omicidio avvenuto a Garlasco nel 2007 e ancora oggi al centro di intense polemiche, torna a far discutere con la diffusione di nuove intercettazioni. A sollevare nuovamente dubbi e perplessità è stata la giornalista Selvaggia Lucarelli, che attraverso un intervento su X (ex Twitter) ha messo in discussione sia i contenuti delle registrazioni sia l’operato della Procura di Pavia.

Le intercettazioni, anticipate dal Tg1, ritraggono Andrea Sempio, 38enne recentemente riindagato per l’omicidio di Chiara Poggi, mentre parla da solo nella propria auto. In queste registrazioni, risalenti al 14 aprile 2025, Sempio fa riferimento a un presunto approccio respinto dalla vittima e menziona un video intimo tra Chiara e Alberto Stasi, oltre a un contatto telefonico con la giovane. Questi elementi hanno riacceso il dibattito mediatico e giudiziario, alimentando le ipotesi sulla dinamica del delitto.

Lucarelli, tuttavia, ha espresso forti dubbi sulla credibilità di queste intercettazioni e sulla strategia investigativa adottata. “Se ho capito bene, Sempio, già intercettato dieci anni fa, sale in macchina nel 2025 e si confessa da solo, sperando che lo sentano forte e chiaro, addirittura ridicolizzando la vittima”, ha scritto la giornalista, sottolineando come questa scena sembri più una mossa teatrale che una prova concreta. La sua critica si estende anche alla presunta auto-confessione: “In pratica il killer più psicopatico e scemo della storia del crimine”, ha commentato, mettendo in discussione la serietà di questa ricostruzione.

Un altro punto centrale della sua analisi riguarda il movente e la dinamica dell’omicidio. Lucarelli si domanda perché, se Sempio afferma di aver tentato un approccio respinto da Chiara, questa gli abbia aperto la porta in pigiama quella mattina, e come sapesse che Stasi non fosse con lei. “Se questa fosse una confessione, perché non è stato ancora arrestato?”, si chiede, evidenziando una presunta contraddizione tra le prove raccolte e le azioni della Procura. La giornalista critica anche il lungo intervallo di tempo tra le intercettazioni e la richiesta di rinvio a giudizio, suggerendo che questa attesa possa indicare una mancanza di solidità nelle accuse.

Infine, Lucarelli propone un’interpretazione alternativa delle registrazioni. Non escludendo la possibilità che si tratti di un monologo auto-critico o di un tentativo di perculare le accuse dell’epoca, la giornalista sottolinea come questa lettura possa essere più vicina alla realtà rispetto alla versione di una confessione autentica. “Se invece – come alcuni dicono – sono solo vocine che Sempio ripete e percula, allora tutto ciò che abbiamo visto finora è ancora più disonesto”, conclude, criticando duramente il modo in cui l’inchiesta è stata condotta e gestita nel corso degli anni.

Il caso di Chiara Poggi, a quasi vent’anni dal delitto e con la condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere, continua a dividere opinione pubblica, magistratura e osservatori. Le recenti intercettazioni e le dichiarazioni di Lucarelli riaccendono il dibattito sulla trasparenza e sulla solidità delle prove raccolte, alimentando una discussione che sembra destinata a proseguire ancora a lungo.