Insulti a Meloni dalla tv russa, la politica italiana si compatta: solidarietà alla premier

Le parole, cariche di fango e rancore, sono arrivate da Mosca attraverso gli schermi di Rossija 1, ma hanno sortito un effetto opposto a quello sperato dalla propaganda russa. In un momento di profonda polarizzazione politica, l’attacco sferrato da Vladimir Solovyov contro la premier Giorgia Meloni ha innescato un riflesso d’ordine nazionale, portando a un’unità trasversale che raramente si vede nei palazzi della politica romana.

L’indignazione del Quirinale

A dare il segno della gravità dell’episodio è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In una nota che trapela dal Colle, il Capo dello Stato ha espresso la propria profonda indignazione per le espressioni volgari e sessiste rivolte alla Presidente del Consiglio. Non si è trattato solo di una manifestazione di solidarietà personale, ma di un atto a difesa della dignità delle istituzioni italiane, colpite da un linguaggio giudicato inaccettabile per qualsiasi standard diplomatico.

La mossa della Farnesina: convocato Paramonov

Mentre il web ribolliva di reazioni, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani passava alle vie di fatto. Il titolare della Farnesina ha annunciato la convocazione immediata dell’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov.

«Ho dato istruzioni per esprimere una formale protesta diplomatica contro le gravissime e offensive dichiarazioni», ha dichiarato Tajani, sottolineando come l’attacco di Solovyov non possa essere derubricato a semplice “opinione giornalistica”, data la nota vicinanza del conduttore ai vertici del Cremlino.

Maggioranza e Opposizione: un unico fronte

La risposta politica è stata immediata e compatta. Se dalla maggioranza Matteo Salvini e Giovanni Donzelli hanno definito gli insulti “inqualificabili” e “segno di debolezza”, è stata la reazione delle opposizioni a colpire maggiormente:

  • Elly Schlein (Pd): Ha condannato con fermezza l’accaduto, ricordando che colpire la Premier in questo modo significa offendere l’Italia stessa.

  • Giuseppe Conte (M5S): Ha parlato di parole “irripetibili”, esprimendo solidarietà alla Meloni nonostante le distanze politiche.

  • Terzo Polo: Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno stigmatizzato la violenza verbale russa, definendola “tipica dei regimi”.

La voce delle donne in politica

Particolarmente duro l’intervento dell’europarlamentare Pina Picierno, già in passato vittima delle invettive di Solovyov. La Picierno ha ricordato come il giornalista russo sia un “complice del regime” e ha invitato le istituzioni europee a non sottovalutare l’uso del linguaggio sessista come arma di destabilizzazione politica. Anche Angelo Bonelli (AVS) si è unito al coro, definendo le parole di Solovyov “volgari e inaccettabili”.

Un isolamento diplomatico crescente

L’episodio di oggi cristallizza una frattura che sembra ormai insanabile. La trasformazione di un attacco mediatico in un caso politico nazionale dimostra che, davanti all’aggressività russa, l’Italia ha scelto di rispondere con la compattezza delle sue istituzioni. La crisi tra Roma e Mosca segna così un nuovo, gelido capitolo, dove la propaganda del Cremlino finisce paradossalmente per rafforzare l’immagine e la tenuta del governo italiano sul fronte interno.