Zelensky cambia look per l’incontro con Trump: completo nero (senza cravatta) al posto della tenuta militare

 

Dal verde militare al nero totale

Per il colloquio a Washington con il presidente statunitense Donald Trump, Volodymyr Zelensky ha abbandonato la consueta tenuta militare. Nelle immagini condivise dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si vede il leader ucraino con giacca e pantaloni neri, camicia nera, senza cravatta. Un cambio netto di registro estetico rispetto alle apparizioni dell’ultimo triennio.

Perché ora? Il peso del protocollo (e dei precedenti)

Dall’inizio dell’invasione russa, Zelensky ha rivendicato l’abbigliamento field come segno di rispetto per i connazionali al fronte. Ma il dress code è diventato anche tema politico-diplomatico: al precedente incontro alla Casa Bianca, quando si presentò con la felpa e i cargo, negli ambienti presidenziali statunitensi si registrò irritazione e non mancarono battute sarcastiche. Vediamo quale sarebbe il motivo dietro alla scelta.

Secondo ricostruzioni filtrate a Washington, già allora era stata sondata la possibilità di un outfit più formale (giacca e cravatta) per disinnescare tensioni di protocollo.

La scelta “ibrida”: formale ma senza cravatta

Il total black senza cravatta appare come un compromesso: abbastanza formale per rispettare il contesto, ma ancora in linea con l’immagine di leader in tempo di guerra che Zelensky ha costruito. Il nero comunica sobrietà e lutto, la camicia senza cravatta segnala che l’eccezionalità del conflitto non è archiviata. Un messaggio che guarda a più platee: Washington, l’opinione pubblica ucraina e i partner europei.

Quando Zelensky ha seguito (e quando ha rotto) il galateo

Non è la prima volta che il presidente ucraino indossa il completo. Nel 2020, durante la visita nel Regno Unito, si presentò con due pezzi scuro, camicia bianca e cravatta per gli incontri istituzionali. Tre anni più tardi, nel 2023, tornò a Londra in piena guerra e scelse di nuovo la felpa verde con tridente, pantaloni cargo e scarponcini, ribaltando deliberatamente il canone del protocollo per tenere la guerra al centro della scena. Negli ultimi anni l’abbigliamento tattico di Zelensky e del suo staff è stato firmato in gran parte dal marchio M-Tac, divenuto simbolo dell’identità visiva del governo in guerra.

Segnali alla trattativa (e al fronte interno)

La cornice simbolica conta: a valle del vertice in Alaska tra Trump e Vladimir Putin, ogni dettaglio racconta priorità e posture. Presentarsi a Washington in abiti scuri e non operativi può essere letto come apertura al tavolo; l’assenza della cravatta, come richiamo a un conflitto ancora vivo. In controluce, il messaggio all’opinione pubblica ucraina: il capo resta “in servizio”, ma cerca sponde dove si decide la sicurezza del Paese.

Simboli che pesano più delle parole?

Il guardaroba di un leader in guerra è parte della comunicazione strategica. La domanda resta: quanto incide un look sul clima di un negoziato e sulla percezione internazionale? E, soprattutto, può un dettaglio di stile rendere più comprensibile – o più accettabile – la distanza tra il campo di battaglia e i tavoli diplomatici?