Trump, il day after dei dazi. Tonfo per Wall Street. Rischio recessione
Nel giorno successivo all’annuncio dei nuovi dazi voluti dal presidente Donald Trump, gli Stati Uniti si risvegliano in un clima teso, tra il crollo di Wall Street e l’inizio di una possibile guerra commerciale mondiale. Una diretta seguita minuto per minuto ha scandito le reazioni a catena che stanno agitando finanza, diplomazia e opinione pubblica. A pesare è il dazio generalizzato del 10% su tutte le importazioni, aggravato da tariffe punitive: 34% sulla Cina, 24% sul Giappone, 20% sull’Unione Europea.
17:40 – Fitch: “Con dazi significativo rischio di recessione Usa”
I dazi “aumentano significativamente i rischi di una recessione negli Stati Uniti”. Così Fitch Ratings in una nota, sottolineando che la crescita americana sarà quest’anno più lenta dell’1,7% previsto in marzo a causa dei dazi. Lo afferma Fitch, evidenziando che le tariffe si tradurranno in prezzi al consumo più alti e utili societari più bassi. “I dazi americani hanno raggiunto livelli che stanno trasformando le prospettive economiche globali, aumentando significativamente i rischi di recessione negli Stati Uniti e limitando la capacità della Fed di ridurre ulteriormente i tassi”, mette in evidenza Fitch Ratings.
17:29 – La copertina dell’Economist: “Il giorno della rovina”
Giudizio severo dell’Economist sulla decisione di Trump sui dazi. Nel suo ultimo numero in uscita, il settimanale disegna un Trump con una sega in mano sopra gli Stati Uniti isolati dal resto del mondo. Il titolo, evocando il “Liberation day” del presidente Usa, è eloquente: “Ruination day” (Il giorno della rovina).
17:00 – Duemila miliardi di capitalizzazione in fumo a Wall Street
In poche ore di contrattazione, i dazi di Trump hanno ridotto il valore di mercato delle grandi aziende di 2.000 miliardi soltanto per quanto riguarda l’S&P 500, uno degli indici di riferimento di Wall Street che raccoglie le 500 aziende a maggiore capitalizzazione. Per Apple stanno andando in fumo 274,0 miliardi di dollari, per Amazon 181,9 miliardi e per Nvidia 143,4 miliardi. Meta invece sta perdendo 143,4 miliardi, mentre Microsoft e Google 69,1 miliardi ciascuna.
16:53 – I maxi dazi al Vietnam affondano Nike
Il titolo di Nike crolla del 12,5% ed è il peggiore sul Dow Jones, dopo l’annuncio dei dazi statunitensi. Circa metà della produzione di scarpe del colosso dell’abbigliamento sportivo proviene infatti dal Vietnam, e circa il 18% dalla Cina, tra i paesi più colpiti dalle tariffe volute dal presidente Donald Trump: nel complesso, la Cina è colpita da un’aliquota del 34%, il Vietnam del 46%. Anche i titoli di altre società che producono scarpe sono in forte calo: Skechers cede il 21%, dato che circa il 40% della produzione arriva dal Vietnam; Crocs cede il 17%, con la produzione per metà in arrivo negli Stati Uniti dal Vietnam.
16:20 – Wall Street peggiora ancora
Wall Street peggiora. Il Dow Jones perde il 3,72% a 40.652,03 punti, il Nasdaq cede il 5,05% a 16.713,74 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 4,08% a 5.439,65 punti.
Ore 15:40 Tonfo per Wall Street in apertura
Tonfo per Wall Street in apertura. Il Dow Jones perde il 2,62% a 41.142,50 punti, il Nasdaq cede il 4,40% a 16.831,59 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,4% a 5.486,62 punti.
ore 15:15 – “A Wall Street diciamo: fidatevi di Donald Trump”.
Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca. Karoline Leavitt, in un’intervista alla Cnn commentando il crollo dei mercati dopo l’annuncio dei dazi. “Questo è l’inizio dell’età dell’oro. Gli Stati Uniti non saranno più fregati dalle altre nazioni”, ha aggiunto.