Sempio, quelle immagini del giorno dell’omicidio rivelano tutto: “Ha mentito!”
Nuovi elementi emergono dalla riapertura dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi e tornano a coinvolgere Andrea Sempio, figura già finita al centro delle precedenti indagini. Secondo la Procura di Pavia, il 13 agosto 2007 il giovane non sarebbe passato casualmente davanti alla villetta di via Pascoli nelle ore successive all’omicidio della ragazza.
Gli investigatori mettono in discussione la versione fornita all’epoca dall’allora 19enne, che aveva dichiarato di essersi trovato in zona mentre era in auto con il padre, notando la presenza di un’ambulanza e di alcune persone.
“Percorso incompatibile” secondo gli inquirenti
Nelle carte depositate con la chiusura della nuova inchiesta, i magistrati contestano apertamente la ricostruzione fornita da Sempio nel 2008.
Secondo la Procura, il tragitto effettuato insieme al padre non avrebbe dovuto includere il passaggio davanti alla villetta di via Pascoli. Anzi, quella strada si troverebbe nella direzione opposta rispetto al percorso necessario per raggiungere l’abitazione familiare dopo una visita alla nonna.
Gli inquirenti sottolineano inoltre un ulteriore elemento ritenuto rilevante: dal tratto di via Pavia percorso in auto non sarebbe stato possibile vedere quanto accadeva nei pressi della scena del crimine, a causa della presenza di rotatorie e della distanza tra le strade. Per la Procura si tratterebbe di un dettaglio che rende “palesemente inverosimile” il racconto fornito.
L’ipotesi del ritorno sul luogo del delitto
Per gli investigatori, questi elementi rafforzerebbero l’ipotesi che Sempio sia tornato consapevolmente nei pressi della villetta poche ore dopo l’omicidio.
Un sospetto che si inserisce nel quadro della nuova indagine, con la quale la Procura punta a chiarire la posizione del 38enne e, parallelamente, ad aprire la strada alla possibile revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi.
Nel verbale del 2008, Sempio aveva spiegato di essere tornato una seconda volta in via Pascoli, da solo, intorno alle 16, mosso dalla curiosità dopo aver appreso da una giornalista dell’omicidio di una ragazza, poi identificata come Chiara Poggi. Successivamente, sempre secondo la sua versione, sarebbe rientrato a casa e poi nuovamente tornato sul posto insieme al padre.
La difesa: “Sta vivendo chiuso in casa”
La difesa di Sempio respinge il quadro accusatorio. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti stanno lavorando con consulenti tecnici per contestare le ricostruzioni della Procura.
“Andrea vive da mesi chiuso in casa”, ha dichiarato l’avvocata Taccia, sottolineando come il 38enne stia affrontando un periodo di forte pressione personale e mediatica, trascorrendo il tempo tra lo studio dei legali e la propria abitazione.
Accertamenti su vecchi dati e profili social
Nel frattempo, dagli atti emerge che gli investigatori hanno tentato di recuperare vecchi contenuti digitali riconducibili a Sempio. La Procura avrebbe attivato anche una rogatoria internazionale negli Stati Uniti per ottenere dati da Meta relativi a un profilo Facebook chiuso nel 2017, poco dopo un interrogatorio della prima inchiesta poi archiviata. L’operazione non avrebbe però prodotto elementi utili.
Parallelamente sono stati analizzati appunti, ricerche online e agende personali, che secondo gli inquirenti contribuirebbero a delineare un profilo psicologico ritenuto di interesse investigativo.
L’inchiesta parallela e i nuovi verbali
Accanto al fascicolo principale prosegue anche l’indagine per corruzione in atti giudiziari coordinata dalla Procura di Brescia.
Tra i verbali depositati figura quello di Silvio Sapone, ex carabiniere della polizia giudiziaria della Procura di Pavia, che seguì le prime indagini. L’ex investigatore ha riferito di contatti con Sempio nei giorni precedenti all’archiviazione della prima inchiesta, sostenendo di averlo rassicurato sul fatto che la sua posizione non destasse particolari preoccupazioni.
Un’inchiesta ancora aperta
La nuova fase dell’indagine su Andrea Sempio si inserisce dunque in un quadro complesso, in cui si intrecciano ricostruzioni tecniche, dichiarazioni difensive e accertamenti su più fronti.
