Sara Campanella ha perso la vita a 21 anni, l’ultimo messaggio all’amica

L’Italia è scossa da un nuovo caso di femminicidio, quello di Sara Campanella, una giovane studentessa di soli 22 anni, il cui futuro promettente è stato tragicamente interrotto. La notizia della sua morte ha colpito profondamente la comunità di Messina, dove Sara stava svolgendo il terzo anno della facoltà di Tecniche di laboratorio Biomedico e si stava formando anche come tirocinante presso il Policlinico della città. La sua vita, ricca di sogni e ambizioni, è stata spezzata da un atto di violenza che ha riacceso il dibattito sulla violenza di genere, un fenomeno purtroppo ancora presente nel nostro paese.

Il delitto è avvenuto nei pressi di una fermata degli autobus in viale Gazzi, un’area centrale di Messina. Sara è stata colpita da un fendente, nonostante i suoi tentativi di difesa e le urla disperate; l’aggressore, subito dopo, è fuggito a piedi, facendo perdere le sue tracce. Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi, le ferite riportate dalla giovane erano troppo gravi e non è stato possibile salvarla.

Le indagini hanno rivelato che Sara stava vivendo una situazione di grande paura e angoscia. Poco prima della sua scomparsa, aveva inviato un messaggio inquietante a un’amica, in cui esprimeva la sua certezza di essere seguita da un uomo che non aveva accettato la fine della loro relazione. “Sono sicura che lui mi sta seguendo”, avrebbe scritto, un segnale che ha fatto emergere il possibile movente dietro l’orribile crimine.

La tragedia di Sara Campanella ha suscitato un’ondata di indignazione e dolore, non solo tra la sua famiglia e i suoi amici, ma anche nella comunità accademica e sanitaria, che ha visto sfumare una giovane promessa. La madre di Sara ha espresso incredulità di fronte alla perdita della figlia, un sentimento condiviso da molti che conoscevano la giovane.

Questo drammatico episodio richiama alla mente il caso di Lorena Quaranta, un’altra studentessa di Medicina assassinata nel 2020 dal suo fidanzato. La ripetizione di tali eventi segna un triste monito per la società italiana e sottolinea l’urgenza di un impegno collettivo per prevenire la violenza di genere e proteggere le donne da simili atrocità.

L’omicidio di Sara Campanella deve servire da catalizzatore per un cambiamento; è necessario che le istituzioni, le forze dell’ordine e la comunità si uniscano nella lotta contro la violenza di genere, garantendo protezione e supporto a tutte le donne che si trovano in situazioni vulnerabili. La vita di Sara, come quella di molte altre, non deve essere dimenticata, ma deve rappresentare un appello alla responsabilità e all’azione.

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