Perché le calciatrici dell’Inghilterra non si inginocchieranno contro l’Italia agli Europei 2025

Stasera, alle ore 21:00, allo Stade de Genève di Ginevra, si disputerà la tanto attesa semifinale degli Europei femminili 2025 tra Italia e Inghilterra. Un match che, oltre alle emozioni sportive, si sta caratterizzando per le polemiche e le riflessioni sul ruolo del calcio nella lotta contro il razzismo.
Il caso Jess Carter e gli insulti razzisti
Prima del calcio d’inizio, a far discutere è stata la decisione delle Lionesses di non inginocchiarsi prima della partita contro l’Italia, gesto simbolico adottato finora in tutte le gare del torneo per denunciare il discriminatorio fenomeno del razzismo. La scelta ha diviso opinioni e ha sollevato un acceso dibattito pubblico.
Il motivo di questa decisione risiede nel caso di Jess Carter, difensore della nazionale inglese, bersaglio di insulti razzisti sui social media. La calciatrice ha denunciato pubblicamente gli attacchi, sottolineando come le offese siano state motivate dal suo colore della pelle e che siano state innescate da presunte prestazioni sportive non all’altezza. Carter ha inoltre annunciato una pausa dai social media, auspicando che il suo gesto possa contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica e a combattere il razzismo in modo più efficace.
La solidarietà della squadra e la posizione ufficiale
In risposta alle polemiche, la nazionale inglese ha rilasciato una dichiarazione congiunta in cui esprime solidarietà a Jess Carter e a tutte le atlete vittime di discriminazioni: «Siamo al fianco di Jess e di tutte le nostre compagne che hanno subito atti di razzismo. Nessuno dovrebbe essere discriminato, né nel calcio né nella vita». La squadra ha ribadito che rappresentare il proprio Paese è un onore, ma che questa esperienza non dovrebbe trasformarsi in un incubo a causa del colore della pelle.
Perché non si inginocchieranno contro l’Italia
Fino a ora, le inglesi avevano adottato il gesto dell’inginocchiarsi prima di ogni partita come simbolo di lotta contro il razzismo. Tuttavia, questa sera, hanno deciso di non inginocchiarsi contro l’Italia, motivando la scelta con la volontà di trovare nuovi modi per combattere il problema: «Abbiamo scelto di non inginocchiarci perché crediamo che il calcio debba trovare un nuovo modo per affrontare il razzismo. Questa volta resteremo in piedi, unite, per dimostrare che la lotta deve continuare in altre forme».
Reazioni contrastanti e il dibattito pubblico
La decisione delle inglesi ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, alcuni la considerano una scelta matura e coraggiosa, che punta a spostare l’attenzione su azioni concrete e meno simboliche. Dall’altro, c’è chi la vede come un passo indietro nella battaglia contro le discriminazioni, ritenendo che il gesto dell’inginocchiarsi rappresenti ancora un simbolo importante di protesta.
L’attesa per il match
Intanto, cresce l’attesa per il big match di questa sera, che promette spettacolo e tensione. La vincente accederà alla finale, in programma domenica, per contendersi il titolo di campione d’Europa. La partita si preannuncia non solo come una sfida sportiva, ma anche come un momento di riflessione sul ruolo del calcio nel promuovere valori di inclusione e rispetto.