Meloni e il piano per isolare Macron: la premier ferma su Ucraina, Palestina e alleanza con Trump

Meloni risponde all’attacco francese senza vendette ma con fermezza
Giorgia Meloni non cede alle provocazioni di Emmanuel Macron e del premier francese François Bayrou. Dopo le accuse infondate di “dumping fiscale” rivolte all’Italia da Parigi, la premier ha scelto una linea chiara: niente sgarbi istituzionali, ma una strategia politica netta, che evidenzi la debolezza francese e rafforzi il ruolo dell’Italia nello scenario europeo e internazionale.
Come riportato da Affaritaliani.it Meloni non intende disertare vertici o video-call, ma ribadire la sua visione: nessun invio di truppe italiane in Ucraina anche in caso di tregua, e no al riconoscimento dello Stato di Palestina, posizione adottata invece dall’Eliseo.
La linea italiana su Ucraina e Medio Oriente
Il governo italiano resta compatto. Secondo fonti vicine a Palazzo Chigi, riconoscere oggi la Palestina significherebbe complicare ulteriormente il difficile tentativo di mediazione internazionale, già reso instabile dalle scelte del premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Al tempo stesso, Meloni condivide con il cancelliere tedesco Friedrich Merz lo scetticismo sull’invio di truppe in Ucraina, una linea opposta a quella francese e britannica (con Keir Starmer in prima fila).
L’Italia, ha ribadito più volte il ministro degli Esteri Antonio Tajani, condanna con fermezza gli attacchi ai civili a Gaza e in Cisgiordania, ma resta contraria a mosse unilaterali che possano indebolire il processo negoziale.
Un ponte tra Bruxelles e Washington
Uno degli asset strategici di Giorgia Meloni resta il legame con gli Stati Uniti. Vediamo quale sarebbe il piano della Premier.
La premier si propone come ponte privilegiato tra Bruxelles e Washington, consapevole che Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, vede in lei l’interlocutore europeo più credibile. La stessa Commissione di Ursula von der Leyen sa bene che la leader italiana ha un canale diretto con il presidente americano, al contrario di Macron, sempre più isolato.
La linea di Palazzo Chigi, dunque, punta a un equilibrio delicato: rafforzare i rapporti transatlantici e allo stesso tempo mostrare che la Francia non è più il fulcro europeo, soprattutto alla luce della crisi politica ed economica interna di Parigi.
Il declino francese e la strategia italiana
L’Eliseo appare indebolito su più fronti. Bayrou è atteso da una probabile sfiducia all’Assemblea Nazionale e nuove elezioni sono all’orizzonte. Sul piano economico, i dati negativi rendono la Francia la “pecora nera” dell’Unione, mentre in politica estera Macron fatica a imporsi. I sondaggi parlano chiaro: l’alleanza macroniana Ensemble non supera il 14% delle intenzioni di voto.
Meloni punta a capitalizzare questa crisi con un asse forte con Germania e USA, marginalizzando di fatto Parigi. Non si tratta di vendette, ma di una strategia di lungo respiro che mira a consolidare il ruolo dell’Italia come nuovo perno europeo.
La premier italiana, definita “di polso” anche dagli osservatori, non arretra. Nessuna “vendetta” personale contro Macron e Bayrou, ma una linea politica netta: no a decisioni che possano indebolire la sicurezza nazionale e gli equilibri internazionali, sì a una diplomazia ferma e pragmatica. La conseguenza è chiara: la Francia rischia l’isolamento, mentre l’Italia si candida a protagonista di un nuovo asse internazionale.