Riccardo Muci era padre di un figlio piccolo, aveva solo 38 anni, e si è spento nello schianto dell’ultraleggero su cui era salito a bordo assieme al suo amico, il 64enne Giuseppe Gabbi, anch’egli deceduto. Entrambi, amici, erano accomunati dalla stessa passione per il volo che, purtroppo, li è costata la vita. Muci, originario di Cupertino, comune in provincia di Lecce, era balzato agli onori della cronaca italiana nel 2018, per cui il suo volto e la sua storia sono in tanti a conoscerla.
Riccardo, sovrintendente della Polizia di Stato a Roma, il 7 agosto di sette anni fa si rese protagonista di un gesto eroico, in quanto il suo nome comparve su tutti i siti nazionali, per aver bloccato il traffico sul raccordo di Bologna, durante un incendio, dovuto all’esplosione di un tir.
Riuscì a salvare decine di persone, mettendo a repentaglio la sua stessa vita, difatti rimase ustionato alla schiena. Un gesto, il suo, davvero encomiabile, che gli valse , nel 2018, la premiazione da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. All’epoca, Riccardo Muci si trovava in servizio presso il commissariato di Bologna-Santa Viola e, intervenendo prontamente sul raccordo dell’autostrada A14, nel tratto in cui saltò in aria un’autocisterna carica di Gpl, dopo un tamponamento con un autotreno, pieno di solventi altamente infiammabili, riuscì a mettere in salvo un gran numero di persone.
Il bilancio di quel fatto fu di due deceduti e 145 coinvolti ma, grazie al gesto di Muci, molti altri furono salvati. L’immagine che abbiamo condiviso è quella di Riccardo ,in ospedale, ustionato, quando ha ricevuto la visita dell’allora premier Giuseppe Conte.
Il presidente Sergio Mattarella lo nominò Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “per il coraggio e l’altruismo con cui senza esitazione si è adoperato per prestare soccorso”. L’Italia, in queste ore, piange un suo grande eroe, un uomo brillante, sensibile, che rimarrà nel cuore di tutti.