Italia. Scontri in piazza, cosa succede
Roma, 4 aprile 2025 – La storica Piazza del Pantheon ha fatto da sfondo a una manifestazione di protesta contro il recente decreto sicurezza varato dal governo, che ha registrato momenti di forte tensione. Il sit-in, inizialmente pacifico, ha visto un’improvvisa escalation di violenza quando un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare i blocchi delle forze dell’ordine diretti verso Palazzo Chigi.
Scontri e riunioni urgenti
Durante la protesta, i partecipanti hanno lanciato slogan e oggetti, tra cui bottiglie, contro le forze di polizia, che hanno risposto utilizzando scudi antisommossa per contenere i manifestanti e impedire l’avvicinamento agli edifici istituzionali. Dopo i momenti di confusione, i manifestanti sono tornati al centro della piazza, dove la protesta è proseguita in un clima più controllato.
Parallelamente, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri si è riunito in un incontro straordinario, approvando in soli trenta minuti le modifiche richieste dal Presidente della Repubblica. Le preoccupazioni sollevate dal Quirinale riguardavano in particolare il rispetto della privacy e l’equilibrio dei poteri istituzionali, elementi fondamentali in una democrazia.
Modifiche al decreto: privacy e sicurezza
Tra le principali modifiche al decreto, spicca la cancellazione di una norma controversa che obbligava enti pubblici, università e società partecipate a fornire informazioni ai Servizi segreti, anche in deroga alle leggi sulla privacy. Questa previsione era stata giudicata eccessivamente invasiva e potenzialmente lesiva dei diritti fondamentali, e ora è stata completamente eliminata.
Tuttavia, è rimasta in vigore la disposizione che permette agli agenti dei servizi segreti di infiltrarsi in organizzazioni criminali e terroristiche, una misura considerata necessaria per rafforzare la prevenzione e il contrasto alle minacce alla sicurezza nazionale.
Nuove regole per le proteste e i migranti
Il nuovo testo chiarisce anche le condizioni per la configurabilità del reato di rivolta nei casi che riguardano carceri o Centri per il rimpatrio, specificando che si applicherà solo in presenza di comportamenti violenti. Inoltre, è stata delineata una nuova formulazione per le proteste contro opere pubbliche, limitando le aggravanti penali a quelle che riguardano infrastrutture strategiche.
Sul fronte immigrazione, si introduce una semplificazione per l’accesso ai servizi telefonici, consentendo ai cittadini stranieri di ottenere una scheda telefonica esibendo un documento d’identità valido, senza bisogno di un permesso di soggiorno.
Reazioni politiche e frizioni nella maggioranza
Le modifiche hanno suscitato reazioni contrastanti all’interno della maggioranza. Se alcune forze politiche e parte dell’opinione pubblica hanno accolto positivamente il tentativo di bilanciare sicurezza e diritti individuali, la Lega ha espresso malcontento per il nuovo testo, considerato meno incisivo rispetto alla linea politica iniziale. Secondo alcuni esponenti del Carroccio, il provvedimento ha perso forza in punti chiave, creando frizioni all’interno della coalizione di governo.