I messaggi e gli audio che Sara mandava al killer
Stamattina, 4 aprile, è il giorno dell’autopsia della povera studentessa Sara Campanella, l’ennesima giovanissima donna che ha perso la vita per un interesse non corrisposto. Con lei, la lunga lista dei femminicidi in Italia si è tristemente allungata e il suo killer, il 27enne di Noto, Stefano Argentino, ha confessato.
Argentino, compagno di corso della studentessa, sostiene che Sara ricambiasse il suo interesse che, peraltro ,andava avanti da diverso tempo, e non ha ancora rivelato dove si trova lo strumento del delitto. Gli inquirenti proseguono, a ritmo serrato, la loro indagine, vagliando tutto ciò che, di tecnologico e non, possa essere utile a ricostruire quanto accaduto il 31 marzo, quando Sara è stata raggiunta da fendenti che ne hanno provocato il decesso.
Ieri, Mattino 4 ha mandato in onda la registrazione, avvenuta di nascosto, di una conversazione tra la vittima e il killer. Si tratta, per l’esattezza, di un audio che Sara Campanella aveva mandato alle amiche, per avere la prova degli atti persecutori del giovane, nei suoi confronti, pur non avendo mai sporto denuncia.
Parliamo di un audio davvero raggelante poiché ripercorre l’incubo ad occhi aperti che la povera studentessa ha vissuto, sino, purtroppo, a quando il colpevole non le ha lasciato alcuna possibilità di sottrarsi alle sue grinfie, portandosela via per sempre, strappandola barbaramente all’affetto dei suoi cari, del suo fidanzato, di tutti coloro che non potranno più abbracciarla.
I messaggi e gli audio che Sara mandava al Killer sono davvero un colpo al cuore per tutti noi e per gli stessi addetti ai lavori, Vediamo insieme cosa diceva la povera studentessa ad Argentino.
Mattino 4, programma molto seguito dai telespettatori italiani, ha trasmesso l’agghiacciante registrazione, avvenuta di nascosto, di una conversazione tra Sara Campanella e il reo confesso Stefano Argentino, a riprova dei presunti atti persecutori messi in atto dallo studente 27enne di Noto nei suoi confronti .
All’inizio dell’audio, Sara dice: “L’ultima volta ti ho detto: lasciami in pace. Cosa hai capito tu?”, e Argentino, reo confesso del delitto, le risponde: “Non me l’hai detto. E poi è passata tutta l’estate”. Sara era decisa, non aveva alcun interesse per lui, ribadendolo: “Ora te lo ridico, se mi puoi lasciare in pace, tu torni a casa tua e io continuo per la mia strada. O mi devi seguire in questo modo?”.
Eppure Argentino , imperterrito, le ha chiesto: “Perché fai così? Cosa speri di ottenere?” fino a che lei ha concluso: “Io nulla, sei tu che mi segui”. Probabilmente Sara non si è spaventata in quanto da questo audio non trapela un atteggiamento di tipo aggressivo da parte del colpevole.
Il 31 marzo, giorno del femminicidio, Stefano si era portato dietro un coltello e questo potrebbe servire, ai legali della Campanella, a muovergli l’aggravante della premeditazione e forse della crudeltà .
Stefano Argentino, dopo aver raggiunto con dei fendenti la povera Sara Campanella, si è recato nel b&b dei suoi genitori, in cui i carabinieri lo hanno fermato e tradotto in commissariato, incastrandolo grazie celle agganciate dallo smartphone. Sara aveva detto alle amiche ” quel malato mi segue” …. parole che oggi rimbombano forti in tutti noi che stiamo seguendo il suo caso.