Flotilla per Gaza, barca in fiamme in Tunisia: gli attivisti parlano di drone, a bordo anche Greta Thunberg

Un episodio inquietante ha scosso la missione internazionale Global Sumud Flotilla, in partenza dalla Tunisia con destinazione Gaza. Durante la notte, una delle imbarcazioni principali, la Family Boat, è stata colpita da un incendio mentre era ancorata nel porto di Sidi Bou Said, a circa 50 miglia dal porto tunisino. A bordo si trovavano diversi attivisti di rilievo, tra cui l’attivista svedese Greta Thunberg, Yasemin Acar e Thiago Avila.
Il racconto degli attivisti: un presunto attacco militare
Secondo quanto riferito dalla Flotilla, l’incendio sarebbe stato causato da un attacco di un drone militare, che avrebbe colpito il ponte superiore della barca, provocando un’esplosione e danni significativi alla struttura. Le immagini condivise sui social mostrano il momento dell’esplosione, alimentando sospetti di un attacco mirato e deliberato. Gli attivisti hanno denunciato un “grave attacco” alla loro missione, chiedendo chiarezza sulla dinamica dell’incidente e sospettando un’azione ostile volta a sabotare la partenza verso Gaza.
Le autorità tunisine smentiscono le ipotesi di un attacco
La Guardia nazionale tunisina ha invece diffuso una nota ufficiale, smentendo la versione di un attacco con drone. Secondo le autorità, l’incendio sarebbe stato causato da un problema ai giubbotti di salvataggio a bordo, e non sono stati rilevati droni o altri mezzi militari nell’area. Le autorità tunisino-spagnole stanno ancora conducendo le indagini per chiarire le cause dell’incendio, che ha temporaneamente reso la barca inagibile e ha costretto gli organizzatori a sospendere la partenza prevista per Gaza.
Hello from Tunis port
We still do not have answers about the attack on the flotilla — and expect that we may never have them.
But flight logs show Israeli military planes flying directly to Tunis and back again — just before the attack was recorded on Family. pic.twitter.com/jGlPgeeHnO
— David Adler (@davidrkadler) September 8, 2025
Una missione sospesa e il rischio di un punto di svolta
L’incidente ha avuto ripercussioni immediate sulla missione, con la Flotilla che si trova ora in attesa di ulteriori chiarimenti prima di poter riprendere il mare. La presenza di Greta Thunberg a bordo ha amplificato l’attenzione mediatica sulla vicenda, alimentando il dibattito pubblico e le tensioni tra le parti coinvolte. La versione ufficiale tunisina e quella degli attivisti restano contrastanti, lasciando aperti molti interrogativi sulla reale dinamica dell’accaduto.
Un episodio che potrebbe influenzare il futuro della missione
Se da un lato le autorità tunisine cercano di rassicurare sulla sicurezza della zona, dall’altro la possibilità di un attacco mirato o di un incidente accidentale alimenta le tensioni e le polemiche. La Flotilla, simbolo di solidarietà e di protesta internazionale, si trova ora a un bivio: riprendere il viaggio o attendere ulteriori verifiche.
L’incidente di Sidi Bou Said rischia di segnare un punto di svolta nella complessa e delicata operazione umanitaria verso Gaza, sollevando ancora una volta il dibattito sulla sicurezza delle missioni pacifiste e sulla possibilità di interventi ostili contro attivisti e organizzazioni civili.
Restate sintonizzati per aggiornamenti sulla vicenda.