Dassilva ha sacrificato un agnello: rito vodoo contro…
Sta continuando a destare una certa apprensione il caso della povera Pierina Paganelli, la pensionata a cui nel 2023 è stata tolta la vita in un condominio situato in via del Ciclamino a Rimini. Il corpo fu scoperto dalla nuora Manuela Bianchi all’interno di un garage.
Da allora le indagini vanno avanti spedite e per adesso l’unico indagato che potrebbe avere a che fare con quanto accaduto a Pierina è Louis Dassilva, il senegalese vicino di casa di Pierina e che avrebbe avuto una relazione extraconiugale proprio con Manuela Bianchi.
Su di lui gli inquirenti hanno puntato dopo aver analizzato diverse circostanze ma con il proseguo delle indagini si è scoperto che il suo DNA non è presente sulla scena dei fatti circostanza che quindi deve portare gli inquirenti ad indagare ancora più a fondo quanto accaduto alla pensionata.
Un caso che con il passare dei mesi è diventato un vero e proprio giallo su cui ancora oggi la pubblica opinione si interroga e discute. Nel frattempo anche Manuela Bianchi è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento e viene sentita anch’essa dai pm inquirenti.
Si vuole insomma ben capire che cosa sia avvenuto in quel condominio di via del Ciclamino e anche perchè alla poveretta sia stata tolta la vita in modo così brutale. Gli inquirenti hanno anche indagato sul misterioso sinistro accorso a Giuliano Saponi, figlio della Paganelli, a causa del quale Saponi passò diversi tempo in ospedale.
Tra la mole di atti che sono giunti sulla scrivania del gip Vinicio Cantarini ve ne sono alcuni che riguardano un rito voodoo praticato da Louis Dassilva nei confronti dello stesso pm e di alcuni agenti della Squadra Mobile di Rimini.
Le pratiche voodoo sono un tipo di rito magico eseguiti ancora oggi in alcune parti dell’Africa. Da quanto appreso da fonti investigative il rito in questione sarebbe stato praticato da Dassilva il quale per ottemperare al volere delle forze superiori avrebbe sacrificato anche un agnello.
Nel mirino del documento presentato dagli inquirenti ci sarebbe una telefonata intercorsa tra Dassilva e un’utenza senegalese il 13 novembre 2023, esattamente un mese dopo il delitto della Paganelli. Il rito avrebbe avuto lo scopo di “proteggere” Dassilva dal pm e dagli agenti della Polizia di Stato per circa “due anni”.
Il rito secondo gli investigatori è sinonimo che Dassilva sapesse in qualche modo che il suo nome sarebbe finito al centro dell’inchiesta. Tale pratica religiosa sarebbe denominata “marabutage”.
Secondo gli inquirenti la pratica in questione avrebbe dovuto sortire effetti negativi sulle persone a cui era diretta, ovvero agli agenti della Mobile e allo stesso pm che segue il caso, Daniele Paci. Dassilva avrebbe anche fornito i nominativi degli agenti di polizia nel corso della telefonata con il connazionale.
Nelle prossime settimane si potranno conoscere sicuramente ulteriori dettagli su quanto accaduto e su questo rito voodoo praticato dallo stesso Dassilva. Una notizia che davvero nessuno si sarebbe aspettato e che ci fa capire come le persone possano mettere in pratica di tutto pur di proteggersi da severe conseguenze anche dopo fatti così gravi come il delitto Paganelli.