BIMBA DI UN ANNO PERDE LA VITA PER IL CALDO IN AUTO: IL PAPÀ NON HA RETTO

Una storia atroce, una di quelle che ci fanno venire la pelle d’oca ma  che, nello stesso tempo, ci impongono di riflettere, invece che emettere commenti e giudizi inopportuni, oltre che diametralmente errati rispetto alla realtà dei fatti. La cronaca nera nazionale ci ha riportato la storia di una piccola di un anno, deceduta dopo essere rimasta chiusa in auto, sotto il sole cocente, per diverse ore.

A dimenticarla, il padre, per un beffardo gioco del destino e per la bimba non c’è stato nulla da fare, complici le roventi temperature di questi giorni, legate all’anticiclone africano, che stanno stringendo in una morsa la nostra penisola. Dati alla mano, negli ultimi 25 anni, in Italia, sono 11 i minori deceduti in modo similare.

La bimba che ha perso la vita a Marcon, in provincia di Venezia, ieri, è la seconda  vittima, dopo l’entrata in vigore dell’obbligo  per i seggiolini, di avere dei sistemi anti abbandono per i bimbi fino ai 4 anni di età.

Una storia straziante,  una storia che ha commosso e distrutto l’Italia intera, strettasi attorno ai genitori della povera piccola, divenuta un angelo troppo in fretta, in modo tremendo.

Il papà della bimba deceduta per il caldo,  in auto, non ha retto

Marcon, in provincia di Venezia e, di riflesso, tutti noi, piangiamo l’improvvisa scomparsa di una bimba di solo 1 anno, deceduta dopo essere stata dimenticata in auto dal padre  che si era recato al lavoro. Un tremendo errore che non ha lasciato scampo alla minore, date le temperature  al limite dell’umano di questi giorni.

Le lamiere roventi della vettura,  nel parcheggio davanti alla ditta di illuminazione della zona industriale di Marcon,  in cui il padre lavora, si sono trasformate in una trappola che non ha lasciato scampo.  L’allarme è stato lanciato da alcuni colleghi dell’uomo che hanno immediatamente allertato i soccorsi.

L’ambulanza  del 118 è sopraggiunta sul posto, i medici hanno provato a rianimare  la bambina,  ma il suo destino sembrava ormai segnato, a causa del caldo  senza pietà di questi giorni in cui, in molte città, si sono raggiunti e superati i 40 gradi.

La piccola è stata trasportata in ospedale già priva di vita,  nel primo pomeriggio di ieri. Come comprensibile, i genitori, in particolare il padre, hanno avuto un crollo e e sono stati ricoverati,  sotto shock,  e in fin dei conti, non serve nemmeno spiegare una cosa che è ovvia: come si può reggere alla perdita di un figlio? Da tempi immemori, è un qualcosa contro natura e non possiamo che immedesimarci in quello che stanno affrontando in queste ore, le peggiori in assoluto della loro vita.

L’Ulss 3 di Venezia ha disposto per  la mamma e il papà della bambina  un supporto psicologico, evitando di dare altre informazioni per tutelare la giovane coppia. Non possiamo che stringerci attorno  a loro, in un abbraccio virtuale, sentito, partecipativo, rispettando  al massimo la loro privacy.