“Trema tutto”. Fortissima scossa di terremoto magnitudo 7.1

Un terremoto è un fenomeno naturale che si verifica quando c’è un’improvvisa liberazione di energia accumulata all’interno della crosta terrestre, causando il movimento delle rocce lungo le faglie geologiche. Questa energia si propaga attraverso onde sismiche che viaggiano sotto la superficie terrestre e, quando raggiungono la superficie, possono provocare scosse che vengono avvertite come vibrazioni o scossoni.

Il movimento delle placche tettoniche, che costituiscono la crosta terrestre, è la causa principale di questi eventi. Il terremoto si misura in base alla sua magnitudo, che indica l’intensità dell’energia liberata, e alla sua profondità, che determina quanto i danni possono essere gravi. La magnitudo viene calcolata utilizzando la scala Richter, mentre la profondità dell’epicentro, che è il punto di origine del terremoto, influisce sul livello di intensità percepita in superficie.

Quando l’epicentro è vicino alla superficie, le scosse sono generalmente più forti e distruttive. I terremoti possono essere accompagnati da altri eventi naturali, come i maremoti, se l’epicentro si trova sotto il mare. Sebbene non sia possibile prevedere un terremoto con certezza, la sismologia è la scienza che studia questi fenomeni e cerca di monitorare l’attività sismica per dare allarmi in tempo reale.

Le zone più sismiche del mondo si trovano principalmente lungo i confini delle placche tettoniche, dove i movimenti tra le placche causano una maggiore attività sismica. In queste regioni, la consapevolezza dei rischi sismici e la preparazione per affrontare i terremoti sono essenziali per limitare i danni e salvare vite.

Tuttavia, neppure le misure più accorte di prevenzione possono nulla davanti a terremoti devastanti come quello che si è verificato in queste ore. Una zona altamente sismica è stata colpita da un terremoto di magnitudo 7.1 della scala Richter.

La rilevazione è stata effettuata dallo Us Geological Survey (USGS), che ha fornito i primi dati sulla magnitudo e sulla localizzazione del sisma. Il terremoto, che ha avuto epicentro circa cento chilometri a nord-est dell’isola di Tongatapu, la principale dell’arcipelago e sede della capitale Nukuʻalofa, ha scatenato preoccupazioni per il rischio di uno tsunami.

La profondità dell’ipocentro e la violenza della scossa hanno indotto il Centro di Allerta tsunami del Pacifico a emettere un’allerta pochi minuti dopo il sisma. Le onde anomale generate dal movimento tellurico potrebbero raggiungere le coste australiane, a meno di 300 chilometri dalla zona colpita. Nonostante l’allarme, le autorità locali e internazionali hanno sottolineato che al momento non vi sono segnalazioni ufficiali di danni o vittime.

Un terremoto di magnitudo 7.1 ha scosso le acque dell’Oceano Pacifico, con epicentro a circa 90 chilometri a sud-est di Pangai, il capoluogo dell’isola di Lifuka, in Tonga. La scossa è stata registrata alle 14:18 ora italiana, corrispondente al tardo pomeriggio locale.

Le regioni a rischio e il monitoraggio internazionale Tonga, situata lungo il cosiddetto “Anello di Fuoco” del Pacifico, è una delle aree più sismicamente attive del mondo. Questo territorio è frequentemente interessato da terremoti di forte intensità, così come da eruzioni vulcaniche. La geografia della zona, infatti, la pone in una posizione vulnerabile a eventi naturali di grande portata.

I sistemi di monitoraggio internazionali sono da tempo in allerta per fenomeni simili, e la prontezza con cui sono stati attivati oggi dimostra la capacità di risposta globale a tali emergenze. Le prime reazioni e il lavoro delle autorità locali Le autorità locali di Tonga, insieme a quelle regionali, hanno immediatamente avviato le operazioni di monitoraggio e supporto alla popolazione, pur non avendo ricevuto ancora segnalazioni di gravi danni.

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