Addio Pietro Genuardi, le ultime parole prima di perdere la vita
Si è spento dopo aver fatto i conti con una brutta patologia Pietro Genuardi, notissimo attore delle soap opere italiane tra le quali Centrovetrine e Il Paradiso delle Signore, fiction che ancora oggi appassiona milioni di italiani.
La notizia del decesso di Genuardi è arrivata improvvisamente come un fulmine a ciel sereno nella mattinata del 14 marzo. L’attore è stato uno dei più importanti del nostro Paese ed era molto amato dagli italiani, un carriera bellissima la sua decollata dopo il diploma al Piccolo Teatro di Milano.
Si tratta di una delle più importanti scuole di recitazione del nostro Paese da dove provengono la maggior parte degli artisti famosi oggi in circolazione. Una scuola di eccellenza che Genuardi ha frequentato con costanza dando sfogo alla sua grande passione, la recitazione e il cinema appunto.
Nel corso della sua carriera ha lavorato con importanti registi quali Carlo Verdone e Dario Argento. Artista poliedrico e versatile, Pietro Genuardi ha saputo attirare fin da subito i telespettatori alle fiction da lui interpretate. Ruoli sempre diversi per un uomo che lascia un grande vuoto nel mondo del cinema.
Un uomo dal cuore buono, sempre gentile e disponibile con tutti. Anche nell’ultimo periodo della sua patologia ha cercato di rimanere quanto più sereno possibile sperando in un miracolo.
Genuardi era ricoverato nel reparto di oncoematologia dell’ospedale Umberto I di Roma. Le sue condizioni di recente si erano aggravate ma appunto sperava in un trapianto, ma purtroppo il suo cuore ha smesso di funzionare proprio in queste ore.
La notizia del suo decesso è stata data dai famigliari. Pietro Genuardi lascia il figlio Jacopo, nato nel 1991 dal matrimonio con l’attrice Gabriella Saitta, e la moglie Linda Ascierto, assistente di volo, che aveva sposato nel 2020. Tutti loro assieme ai fan piangono una grandissima personalità.
Nei prossimi giorni si terranno i funerali di Genuardi, che prima di perdere la vita aveva lasciato parole commoventi ai medici. “Il protocollo prevede però un terzo e ultimo ciclo per la ablazione completa del mio midollo (aplasia) per renderlo favorevole ad accettare quello del donatore” – così aveva detto Genuardi parlando della sua patologia e delle relative cure.
“Nella banca mondiale, più di venticinque milioni di giovani donne e giovani uomini si sono resi disponibili a cercare di salvare la vita a me e agli altri e in questo mare magnum di anime buone ho avuto la fortuna di trovarne due angeli compatibili, uno a Vicenza e uno in Germania. Al quale si aggiunge mio figlio Jacopo. Sinceramente come dice Dante nel trentatreesimo canto del Paradiso mi piacerebbe essere “Figlio di mio figlio” se fosse lui il donatore” – aveva spiegato commosso ai media nazionali Genuardi nei giorni precedenti al suo trapasso.
“Speravo di trascorrere qualche giorno a casa prima del faticoso appuntamento per chiudere si spera definitivamente con questa parentesi inaspettata della vita ma purtroppo piccole complicazioni mi costringono a stare in ospedale e a questo punto si cercherà di anticipare il trapianto” – aveva concluso nel suo ultimo messaggio dall’ospedale.